Maltempo, famiglia sterminata a Casteldaccia: la verità sull’ordinanza di demolizione


Quella villa che si è trasformata in una trappola mortale per nove persone, travolte a Casteldaccia, in provincia di Palermo, dal fiume Milicia, era abusiva e doveva essere demolita. È uno degli aspetti che più turbano di questa vicenda tragica. Tra le province di Palermo e Agrigento sono state 12 le vittime del maltempo: 9 a Casteldaccia, una a Vicari, una coppia proveniente dalla Germania a Cammarata (Agrigento), mentre si cerca ancora il medico Giuseppe Liotta, 40 anni, che da Palermo stava raggiungendo l'ospedale del paese.

A Casteldaccia il fiume di acqua e fango ha spazzato via due famiglie imparentate tra loro, che avevano affittato quell'immobile per vivere un momento di festa. Nessuno di loro conosceva la situazione. Giuseppe Giordano, 35 anni, anch'egli nella villa travolta dalla piena del fiume Milicia, è riuscito a salvarsi aggrappandosi a un albero. Ma ha visto morire i suoi cari: la moglie, il padre, la madre, il fratello, la sorella e due figli di 15 e un anno. Vittime del maltempo che sta devastando la Sicilia. (Continua a leggere dopo la foto)


"All'improvviso si è fatto tutto scuro, sul pavimento abbiamo visto avanzare una striscia di fango. Ci siamo affacciati, c'era il tombino che stava come venendo avanti. Siamo corsi nell'altra stanza, mio figlio Federico, quello grande, ha preso la mia bimba di un anno, mi ha detto la tengo io, Rachele. Andiamo, andiamo ho urlato. È scoppiata la finestra. Rachele è morta, Federico è morto mentre tentava di salvarla, penso sia un eroe" ha raccontato Giuseppe, ricordando quei terribili momenti: "Nessuno ci aveva avvertito, nessuno ci ha detto che era pericoloso", ripete adesso Giuseppe. Già dal 2011 il Comune di Casteldaccia avrebbe potuto eseguire l’ordinanza di demolizione per la villetta abusiva. (Continua a leggere dopo la foto)

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Il Consiglio di Stato e della Giustizia amministrativa attraverso una nota ha fatto sapere che "il Tar Sicilia - Palermo non ha mai sospeso l'ordinanza di demolizione del sindaco dell'immobile sito in contrada Cavallaro a Casteldaccia travolto dall'esondazione del fiume Milicia (decreto n. 1602 del 2011). Né può sostenersi che la semplice presentazione di ricorso sia di per sé sufficiente a bloccare l'efficacia dell'ordine di demolizione". "In ogni caso, nel 2011 il giudizio al Tar si è concluso e l'ordinanza di demolizione del sindaco non è stata annullata; né il Comune si è mai costituito in giudizio. Quindi, in questi anni l'ordinanza di demolizione poteva - e doveva - essere eseguita", si legge. "Ogni altra ricostruzione dei fatti, in merito a questa tragedia in cui hanno perso la vita 9 persone, è falsa e volta a delegittimare l'Istituzione della giustizia amministrativa", dice il Cga. (Continua a leggere dopo la foto)


 

Il sindaco del comune palermitano Giovanni Di Giacinto, subito dopo la tragedia, aveva fatto sapere che sulla villetta pendeva un ordine di demolizione che però non era mai stato eseguito perché i proprietari avevano impugnato l’ordine del Comune davanti al Tar. "Finora il Tar non si era espresso - ha detto Di Giacinto - quindi non abbiamo potuto demolire la casa". La documentazione relativa alla demolizione è stata consegnata dal sindaco alla polizia che conduce l’inchiesta coordinata dalla Procura di Termini Imerese (Palermo). "Siamo qui con la polizia - ha aggiunto l’ex deputato dell’Ars - perché stiamo consegnando tutte le carte".

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