Desirée Mariottini, i risultati dell’autopsia sul corpo della 16 stuprata e uccisa


Drogata, violentata, uccisa. La vita di Desirée Mariottini, studentessa, 16 anni, viso d’angelo e capelli lunghi è stata spazzata via in una serata d’autunno a Roma, nel quartiere San Lorenzo. Il giudice delle indagini preliminari Maria Paola Tomaselli ha convalidato i fermi e ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i senegalesi Brian M., Mamadou G. e per il nigeriano Alinno C.

I tre stranieri fermati per lo stupro di Desirée Mariottini hanno agito, scrive il gip, “con pervicacia, crudeltà e disinvoltura”, dimostrando “una elevatissima pericolosità non avendo avuto alcuna remora a porre in essere condotte estremamente lesive in danno di un soggetto minore, giungendo al sacrificio del bene primario della vita”. Per il giudice sussiste “concreto pericolo di recidiva e di fuga a carico degli indagati, soggetti tutti irregolari sul territorio nazionale rispetto al quale non presentano alcun tipo di legame familiare e lavorativo”. (Continua a leggere dopo la foto)



In queste ore sono stati resi noti i risultati dell’autopsia. Desirée Mariottini ha tentato di difendersi. Almeno fin quando ha potuto. E fin quando era cosciente. Poi il mix di farmaci e droghe ha avuto la meglio e le belve l’hanno sopraffatta. I risultati dell’autopsia sul corpo della 16enne confermerebbero il racconto che tempo fa aveva fatto l’amica testimone. E cioè che l’amica era stata drogata e stuprata ripetutamente. L’interrogatorio di garanzia per Yusif Salia, catturato nel centro di Borgo Mezzanone, avverrà venerdì 2 novembre. Su di lui il gip ha scritto. (Continua a leggere dopo la foto)


“Apparteneva al branco che ha abusato sessualmente della Mariottini (approfittando della sua assenza di lucidità per assunzione di alcolici, stupefacenti e psicofarmaci) ma (al di là di supposizioni e sospetti nutriti dalle fonti dirette o indirette) non si evince che sia stato proprio (o anche) il prevenuto a cedere alla vittima quel mix di gocce, metadone, tranquillanti e pasticche che avrebbe determinato la morte della ragazza per grave insufficienza cardiorespiratoria”. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Una fine atroce, terribile, in una casa abbandonata occupata da extracomunitari, nel cuore di San Lorenzo, quartiere universitario e della movida dei più giovani che di notte si trasforma anche in un teatro di spaccio e di alcol. Desirée, che abitava a Cisterna di Latina con la mamma Barbara e la sorellina di quattro anni, vi era arrivata, insieme a un’amica e non ha fatto più ritorno.

L’ultimo saluto a Desirée Mariottini. I funerali della 16enne drogata, stuprata e uccisa dal branco