Paura in una scuola italiana. 1.500 studenti evacuati d’urgenza. 25 le persone trasportate in ospedale. Ora finalmente si scopre cosa è successo


È successo quello che non doveva succedere all’istituto Parentucelli-Arzelà di Sarzana dove sono stati evacuati 1500 studenti. A metà mattina la scuola è stata evacuata dopo che alcuni studenti hanno iniziato ad avvertire dei malori e difficoltà a respirare. Sul posto sono intervenuti il 118, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. Ventidue ragazzi sono stati portati al pronto soccorso. In base ai primi rilievi dei militari, pare che a causare i malesseri sia stato dello spray al peperoncino spruzzato in grande quantità all’interno di una quinta superiore. La classe in questione è stata la prima ad abbandonare l’istituto, seguita dalle classi adiacenti. La situazione nell’edificio è diventata presto incontrollabile: la dirigenza ha quindi deciso per motivi precauzionali l’evacuazione dell’intero istituto. Scherzo o atto intenzionale? Nello scorso anno scolastico ci sono stati diversi casi simili in tutta Italia: solo nell’ultimo mese lo spray al peperoncino – con conseguente evacuazione e intossicati – è stato spruzzato in scuole di Palermo, Lodi e Mantova. (Continua dopo la foto)



Gli autori del gesto rischiano una denuncia per interruzione di pubblico servizio e procurato allarme, oltreché per le eventuali lesioni che possono aver subito gli intossicati. I vigili del fuoco hanno riaccompagnato gli studenti del liceo Parentucelli Arzelà di Sarzana a recuperare zaini e effetti personali nelle aule. Secondo quanto riferito dai pompieri che hanno effettuato un sopralluogo insieme ai tecnici di Arpal non ci sono condizioni di pericolo. L’ipotesi è che qualcuno, in una classe situata al secondo piano, abbia forse per scherzo spruzzato dello spray al peperoncino in aula. Hanno dovuto far ricorso alle cure mediche per difficoltà respiratorie una ventina di persone, tra studenti e insegnanti. (Continua dopo la foto)


Sono stati trattenuti fuori dalle aule i ragazzi e il personale dell’Arzelà, circa 300 persone, cioè la parte del plesso in cui si sarebbe verificato il fatto mentre gli altri 1200 sono stati fatti rientrare. Per chi non lo sapesse, lo spray urticante al peperoncino è uno strumento di autodifesa regolamentato dal decreto ministeriale n. 103 del 12 maggio 2011. Un decreto che ha avuto la funzione di chiarire e limitare alcuni aspetti in questione di difesa personale presenti nella legge 94/2009 all’interno del cosiddetto pacchetto sicurezza. In generale, lo spray urticante è una bomboletta che dal 2014 viene utilizzata anche dalle forze dell’ordine e che risulta sempre più comune tra i cittadini, specialmente le donne. La piccola bomboletta pressurizzata può essere acquistata da tutti i cittadini che abbiano almeno 16 anni. (Continua dopo la foto)


 


In principio era venduto esclusivamente da armerie o negozi specializzati nei prodotti di autodifesa, ma dopo la regolamentazione ministeriale è possibile trovarlo anche sul web, in farmacia e nei comuni supermercati. Anche il prezzo è particolarmente accessibile visto che raramente la bomboletta supera i 30 euro. Si tratta di uno strumento utile per autodifendersi (soprattutto per le donne in caso di tentato stupro, ndr) e per evitare inutili spargimenti di sangue in caso di arresto o fermo da parte delle forze dell’ordine. Insomma, un prodotto utile ma che, se in mani sbagliate, può creare non pochi problemi.

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