Coppia uccisa a Pordenone, un arresto sconvolge il caso. E adesso il processo: sarà stato veramente lui?


Ne avevamo già parlato di Giosué Ruotolo, il commilitone di 26 anni di Trifone Ragone, il suo nome, infatti, era finito nel registro degli indagati da settembre. Era stato interrogato in un primo momento ma dopo qualche tempo aveva cambiato versione. Oggi il militare campano accusato del duplice omicidio dei fidanzati di Pordenone, è stato arrestato. Teresa Costanza e il sottufficiale dell’Esercito Trifone Ragone furono trovati senza vita il 18 marzo del 2015. Dopo mesi di indagini, il Ruotolo, era stato iscritto nel registro degli indagati.

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L’uomo, che nel corso di questi sei mesi è stato ripetutamente sentito dagli investigatori, aveva sempre affermato che la sera del duplice omicidio si trovava nella propria abitazione da solo. Stavano insieme da un anno. Teresa, 30 anni, si era laureata in Bocconi di Milano e lavorava come assicuratrice. Trifone, 29 anni, lavorava come militare ed era atleta di sollevamento pesi e modello. I due fidanzati erano stati trovati morti in auto nel parcheggio vicino al palazzetto dello Sport, dopo l’allenamento, freddati con quattro colpi di un vecchio modello di Beretta 765 alla testa. Un’esecuzione compiuta da un solo killer. Inizialmente si era pensato a un omicidio-suicidio, ipotesi smentita subito dopo dagli investigatori. 

 

“Si può morire di crepacuore”. L’annuncio in tv della scomparsa di Isabella, la nonna che chiedeva giustizia per il suo Trifone, il giovane ucciso a Pordenone insieme alla fidanzata

 

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