“Non è giusto”. Potenza, addio ad Angela: è successo davanti alla scuola del figlio


 

Dramma familiare a Cersosimo, piccolo paese in provincia di Potenza. La guardia giurata Vincenzo Valicenti, 41 anni, ha ucciso con alcuni colpi di pistola la moglie Angela Ferrara, 30 anni. Dopo il femminicidio l’uomo si è tolto la vita con la stessa arma. A quanto si apprende i coniugi da tempo erano in una fase di crisi di coppia. Il cadavere della Ferrara è stato trovato nella sua auto, quello del Valicenti nei pressi dell’abitazione di famiglia. Quando è stata raggiunta dal marito, la trentenne era in auto con la madre, che è rimasta ferita ed è stata trasportata con un’eliambulanza del 118 all’ospedale San Carlo di Potenza. La donna non è in pericolo di vita. L’omicidio è avvenuto nei pressi della scuola elementare. Insieme alla madre, la vittima aveva accompagnato il figlio a scuola. Il marito, invece, si è suicidato poco dopo nei pressi dell’abitazione di famiglia. Secondo una stima di giugno 2018 i primi 6 mesi dell’anno hanno visto una nuova impennata dei femminicidi. (Continua a leggere dopo la foto)







Quarantaquattro le donne uccise dall’inizio di gennaio alla fine di giugno, con un aumento percentuale del 30% rispetto al 2017. Era stata l’associazione Sos Stalking a stilare il tragico bilancio: nel 2017 hanno perso la vita 113 donne, due di queste erano in procinto di diventare madri e i rispettivi feti, di 5 e 6 mesi, sono morti con loro. A uccidere sono stati, nella quasi totalità dei casi, mariti, compagni o ex, incapaci di accettare la fine della relazione o la volontà della ex compagna di volersi ricostruire una vita al di fuori della coppia. (Continua a leggere dopo la foto)






I numeri subiscono leggere variazioni di anno in anno, ma la strage non accenna a placarsi: nel 2016 in Italia sono state uccise 115 donne, il 2015 ha visto 120 vittime, 117 donne sono state uccise nel 2014 e ben 138 nel 2013. “La legge sullo stalking, che ha certamente il merito di aver regolamentato un fenomeno che sino a meno di dieci anni fa era ignoto per il nostro sistema giudiziario, presenta ancora oggi lacune che meritano di essere colmate – osserva l’avvocato Lorenzo Puglisi, promotore di Sos Stalking – manca, infatti, un piano ben definito per la riabilitazione degli stalker che spesso, spinti da una dipendenza affettiva, non hanno strumenti idonei a placarsi autonomamente. È indispensabile istituire un network tra Sert, Consultori di zona e Servizi sociali per istituire veri e propri percorsi senza i quali il rischio di recidiva resta molto elevato”. (Continua a leggere dopo la foto)



 


Una commissione parlamentare d’inchiesta, presentata a novembre 2017, ha evidenziato come quasi sette milioni di donne abbiano dichiarato di aver subito una violenza fisica o, peggio, uno stupro. Una su cinque ha riportato danni permanenti. “Il 20% dei femminicidi è stato preceduto da una misura cautelare che disponeva un divieto di avvicinamento – spiega Puglisi – Misura che, di fatto, si è rivelata inefficace a causa dell’insufficiente potere dissuasivo”. Oltre alle vittime in prima linea non vanno dimenticati i bambini, o ragazzi, che, in seguito al delitto, si sono ritrovati orfani di madre o, in caso di omicidio-suicidio, di entrambi i genitori.

“Una nuova vita”. Omicidio Loris Stival: per Veronica Panarello arriva la svolta

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it