“Siamo commossi”. Ponte Morandi, gioia a un mese dal crollo


 

È stato un salvataggio molto rischioso e che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo. Gianluca Ardini, dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova, è rimasto aggrappato alla sua auto sospeso nel vuoto con tutte le sue forze, finché grazie all’intervento dei vigili del fuoco non è stato portato in salvo. Il 28enne, ricoverato all’ospedale San Martino di Genova, era stato sottoposto a un intervento chirurgico a una spalla. “Io credo – aveva raccontato la compagna incinta di 8 mesi – che abbia resistito anche per la volontà di vedere nascere suo figlio. Mentre si trovava appeso sono arrivati i pompieri, gli hanno detto di restare immobile, perché qualsiasi movimento avrebbe potuto scatenare un nuovo crollo – aveva continuato la fidanzata – e poi lo hanno tirato giù. Purtroppo il suo collega non ce l’ha fatta“. Un miracolo, quello di Pietro, che ha lottato con i denti pur di rivedere la sua amata e assistere alla nascita del suo piccolo. E venerdì 14 settembre, quella gioia è finalmente arrivata. (Continua a leggere dopo la foto)


Giulia Organo ha dato alla luce Pietro. Ad annunciare la nascita del piccolo è stato il primario Rodolfo Sirito. “C’è tanta emozione”, dice Valter Organo di Giulia, la compagna di Gianluca. “Avrò tanto da raccontare al mio nipotino”, continua ancora il nonno del piccolo Pietro. Lei, la madre, dal 14 agosto, quando il suo Gianluca si è salvato dalla tragedia del crollo del viadotto, continua a ripetere che se il compagno è ancora vivo “è anche perché voleva vederlo, essere padre”. (Continua a leggere dopo la foto)

ads


È stato anche il pensiero del bimbo in arrivo a tenere in vita Gianluca, camionista, originario di Chiusola vicino a Sesta Godano ma genovese d’adozione, in quelle interminabili quattro ore a testa in giù, all’interno del suo furgone ridotto a un ammasso di lamiere, in attesa dei soccorsi. ''Mi ha aiutato a sopravvivere'' ha detto più volte in questi giorni dal reparto di ortopedia del Policlinico San Martino dove è ricoverato. (Continua a leggere dopo la foto)


 

''Non potevo morire, dovevo resistere, dovevo farlo per lui'' ha ripetuto più volte, anche al presidente Sergio Mattarella, quando è andato in ospedale a fargli visita. Dall’ospedale fanno sapere che tra qualche giorno Gianluca verrà dimesso (ha il bacino rotto e una frattura scomposta alla spalla per cui è stato operato) e potrà tornare a casa. Ad aspettarlo non ci sarà solo la compagna Giulia, ma il piccolo Pietro.

“Non lo fa più dal giorno del crollo”. Ponte Morandi: Adele, la bimba da aiutare

ads