“C’è un morto”. Bus di studenti contro tir. Mattina d’inferno, chiusa autostrada


Grave incidente stradale stamani sull’A21 Torino-Piacenza-Brescia, tra le uscite Manerbio e Brescia Sud in direzione Brescia, dove un pullman con a bordo un gruppo di ragazzi bosniaci ha tamponato un tir. Coinvolta anche un’auto. 55 persone coinvolte di cui 16 sono rimaste ferite in condizioni non gravi: un solo codice giallo - ricoverato all’ospedale di Manerbio - e tutti verdi. Purtroppo si conta anche una vittima, l’uomo alla guida dell'autobus morto sul colpo. Come riporta Giornalettismo, il primo bilancio dell’incidente è stato reso noto dall’Areu, l’azienda regionale emergenza urgenza che ha specificato come i sedici feriti siano stati smistati in diverse strutture sanitarie della zona: due a Manerbio, tre all’ospedale Poliambulanza di Brescia, tre ai Civili di Brescia, tre al Sant’Anna e cinque in attesa di ricovero. Gli altri 37 passeggeri del pullman, tutti turisti bosniaci, sono stati spostati per ragioni di sicurezza all’autogrill e hanno rifiutato il trasporto in ospedale. (Continua dopo la foto)


La Prefettura e gli organi competenti stanno lavorando per trovare loro una sistemazione. L’autostrada è stata chiusa al traffico causando file anche di 8 km. In Italia - secondo i dati 2017 appena svelati dall'Istat - ci sono stati più morti rispetto all'anno precedente (+2,9%), nonostante un lieve calo di sinistri e feriti (rispettivamente -0,5 e -1%). E' questa l'impietosa fotografia di un mondo che ha costi sociali pari a 19,3 miliardi di euro l'anno, l'1,1% del Pil, (Continua dopo la foto)


Numeri (presentati finalmente con maggiore tempestività rispetto al passato, lode all'Istat su questo fronte perché altrimenti è inutile lavorare sulla sicurezza stradale con statistiche vecchie) che parlano chiaro: nel 2017 ci sono stati 3.378 lenzuoli bianchi stesi sull'asfalto contro i 3.283 del 2016. E, come dicevamo, con 174.933 incidenti rispetto ai 175.791 dello scorso anno c'è stata una piccola riduzione dei sinistri. (Continua dopo la foto)


 

Stesso discorso per i feriti (246.750 erano 249.175 nel 2016: -1%), stabili i feriti gravi (oltre 17.000: 5 ogni vittima, 68% uomini, 32% donne). Scende così da 5,3 a 5,1 il rapporto feriti gravi/decessi.
Insomma il Rapporto ACI-ISTAT, ci propone una situazione a tratti sorprendente, dove si scopre che gli anziani (75-79 anni) sono le prime vittime visto che rappresentano il 7,8% del totale. Ma è per i motociclisti (+11.9% di morti) e pedoni (+5,3%) che suona l'allarme. In compenso diminuiscono le vittime fra ciclomotoristi (-20,7%, ma solo perché il mercato di cinquantini di fatto non esiste più) e ciclisti (-7,6%).

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