“Non lo fa più dal giorno del crollo”. Ponte Morandi: Adele, la bimba da aiutare


Un mese preciso. Un mesa dallo squarcio che ha spaccato il cuore di Genova e fatto piangere tutto il paese. Il viadotto 10 che viene giù, il ponte Morandi – per tutti il ponte sopra la città – che si avvita e viene giù portando con se 49 vite che il destino aveva messo in quei momenti su quella lingua di asfalto sospesa, istmo di incontri, arrivi e partenze. Nelle ore immediatamente successive alcuni testimoni parleranno di un rumore simile quello di una bomba. E lo è stato davvero perché il crollo ha addirittura fatto smuovere i sismografi facendo registrare un terremoto di primo grado. Una bomba sulla terra, una bomba nei cuori. In quelli dei vecchi e in quelli dei piccini come Adele che, da quel giorno, ha smesso di parlare. La storia, pubblicata su La Repubblica, è stata raccontata da Sara Bandini, preside dell’Istituto comprensivo Sampierdana.Gli abitanti della zona evacuata, tra cui la piccola Adele, sono stati assistiti tra gli altri dall’equipe di psicologi di Emdr Italia. (Continua dopo la foto)







Associazione di medici specializzati nel trattamento dei traumi. “In quegli istanti carichi di ansia nessuno si era accorto di quanto accaduto ad Adele, solo dopo i genitori si sono accorti che eradiventata improvvisamente silenziosa. Così sono venuti da noi”, affermano i dottori.”Lo shock visivo ed emotivo ha prodotto un blocco nella bambina, che nei giorni successivi al crollo è peggiorato”, spiegano. (Continua dopo la foto)






Il disastro ha traumatizzato la bimba a tal punto da creare un gap tra il suo mondo interiore e quello esterno. “Se già per un adulto è complesso lasciare le proprie cose, figuriamoci per una bambina che aveva già vissuto il trauma del crollo”. Ciò che devono fare i genitori ora è lasciarle tempo, darle affetto e la massima dolcezza. I medici infatti sono certi che si tratti di un “blocco temporaneo”. (Continua dopo la foto)



 


Per ora hanno trovato un canale di comunicazione attraverso il disegno nella speranza che presto tutto torni alla normalità. Ma non ci sono solo storie drammatiche, pianti e lutti: dal crollo del Ponte Morandi possono ‘rinascere’ delle vite. Come quella di una coppia di fidanzati: tredici anni di vita insieme a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), intrappolati in meno di 50 centimetri di spazio che, quel giorno, hanno deciso di sposarsi. L’augurio è che anche per la piccola Adele il sole torni presto a splendere. Probabilmente lo sta già facendo nelle parole e nei gesti di quelli che la amano.

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