“Allarme blackout”. Morto a 14 anni per un ‘gioco’: come hanno trovato Igor


 

"Fortissimo scalatore quattordicenne, esuberante e fisicamente una vera e propria forza della natura". Così il gruppo di arrampicatori I Ragni di Lecco ricorda Igor Maj, il ragazzino che il 6 settembre è stato trovato morto soffocato nella camera dell'appartamento dove viveva con la famiglia, in via Corsica. Il 14enne, appassionato di scalate come il padre, era appeso a una corda da roccia, circostanza che in una prima fase delle indagini ha fatto pensare al suicidio. Ma il successivo ritrovamento di un video sul 'gioco' del soffocamento, 'blackout', visto online dal ragazzo, farebbe pensare che la causa della tragica morte sia stata questa sfida folle. Il 13 settembre si tengono i funerali. Tra le ultime pagine web visitate dal giovane 'climber', che era stato campione under 14 di arrampicata, compare un filmato sul 'gioco' che consiste nel provare carenza di ossigeno fino ad arrivare a sfiorare lo svenimento. È la famiglia di Igor Maj a parlare della pericolosa sfida. (Continua a leggere dopo la foto)


Igor Maj era abituato da sempre a misurarsi col limite. Una settimana fa l’ha oltrepassato senza possibilità di ritorno, probabilmente per cimentarsi con un gioco folle che l’ha portato alla morte. Il suo corpo è stato rinvenuto nel primo pomeriggio di giovedì scorso nella cameretta dell’appartamento, in zona viale Corsica a Milano, che condivideva coi genitori e i due fratellini: una corda da montagna agganciata al letto a castello lo ha soffocato. Proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto riprendere gli allenamenti di arrampicata (di cui è stato campione lombardo under 14) nella palestra della società Boulder&Co di Agrate Brianza, in provincia di Monza. A rendere nota la vicenda è stata la stessa famiglia del piccolo che ha voluto che tutti sapessero. (Continua a leggere dopo la foto)


Mamma e papà hanno “gridato al mondo” il proprio dolore per fare sì che nessun altro genitore debba piangere il figlio per questa maledetta sfida. “Fate il più possibile per far capire hai vostri figli che possono SEMPRE parlare con voi, qualunque stronzata gli venga in mente di fare devono saper trovare in voi una sponda, una guida che li aiuti a capire se e quali rischi non hanno valutato. Noi pensiamo di averlo sempre fatto con Igor, eppure non è bastato''. ''Quindi cercate di fare ancora di più, - hanno detto ancora i genitori del giovane morto tragicamente - perché tutti i ragazzi nella loro adolescenza saranno accompagnati dal senso di onnipotenza che se da una parte gli permette di affrontare il mondo, dall’altra può essere fatale''. (Continua a leggere dopo la foto)


 

Anche Fabio Palma dei Ragni di Lecco attraverso un post su Facebook parla della tragica morte come di un monito perché "questi pericoli non rimangano in qualche distaccato trafiletto di internet", aggiungendo che "queste sfide alla morte sono sempre esistite e in ogni epoca si poteva rimanerne coinvolti, ma quelle di oggi sono più subdole, molto più subdole, perché possono compiersi nella stanza della tua casa, in pochi minuti, guidate da criminosi esempi virtuali, video orrendi che sono dei veri e propri atti terroristici ai nostri figli, ai nostri amici, a tutti noi". Sulla dinamica della scomparsa del giovane stanno indagando i carabinieri.

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