Michele è morto a 16 anni. “Ecco l’ultima cosa che ha fatto”. Accanto al suo corpo…


 

Morire di congestione? Possibile, anche se molto raro. È quello che si pensa sia accaduto ad un ragazzo di appena 16 anni, deceduto nella sua abitazione intorno alle 23 di ieri. In effetti non si hanno ancora certezze sulle cause effettive del suo decesso, ma dalle prove rinvenute sul luogo della morte dai sanitari, si ipotizza che ci sia stato uno shock intestinale alla base di tutto. Siamo a Nicotera, in provincia di Vibo Valentia ed è proprio qui che la procura ha disposto l’autopsia per accertare le cause della morte del ragazzo, avvenuta la scorsa notte a nell’abitazione di Marina. Il giovane è stato rinvenuto agonizzante dai suoi genitori, rincasati a tarda sera, e deceduto nel giro di pochi minuti. Inutile anche l’intervento dei sanitari del 118 che hanno provato a rianimare il giovane. Ignote, come detto, le cause del decesso, ma tra le ipotesi più accreditate vi sarebbe quella dell’ingestione di una bevanda ghiacciata che avrebbe provocato al ragazzo una congestione e il conseguente shock circolatorio. (Continua dopo la foto)






Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della locale Stazione che, a loro volta, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Accanto al corpo, insieme a una bottiglia d’acqua, è stata infatti trovata proprio una bibita: ma i medici che sono intervenuti per cercare di salvargli la vita non hanno potuto confermare questa supposizione. Informata la Procura della Repubblica di Vibo, la salma del ragazzo è stata successivamente trasferita all’obitorio dell’ospedale del capoluogo a disposizione dell’autorità giudiziaria con il magistrato di turno che ha lasciato alla famiglia la discrezionalità sulla scelta di effettuare l’autopsia per accertare le reali ragioni della morte, comunque ascrivibili a cause naturali. (Continua dopo la foto)






Da quanto si apprende da stretti congiunti del ragazzo, la famiglia ha scelto di effettuare l’esame autoptico che dunque verrà svolto nelle prossime ore, probabilmente già questa sera o al massimo domattina. La notizia, rapidamente diffusasi in paese, ha suscitato incredulità e sgomento, nonché il cordoglio dell’intera comunità. Il rischio della congestione, ovvero un blocco dell’apparato digerente dovuto allo shock termico è uno ‘spauracchio’ che tiene i piccoli fuori dall’acqua per diverse ore dopo mangiato. Ecco come lo spiega il medico Raffaele Edo Papa dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nella rivista online della sede di Palidoro del celebre istituto. (Continua dopo la foto)



 


Il rischio congestione avviene quando ci si espone ad improvvisi colpi di freddo durante la digestione. Specialmente dopo un pasto abbondante e ricco di grassi. Un liquido molto freddo subito dopo mangiato, può provocare una vaso costrizione che impedisce al sangue di defluire dall’intestino, provocando un blocco della digestione e un possibile shock per l’organismo, spiega il medico. I sintomi più comuni della congestione sono un’astenia improvvisa, giramenti di testa, annebbiamento della vista, dolori addominali, vomito. In casi più rari si può arrivare alla perdita dei sensi.

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