Dramma in ospedale: Giulia, lasciata 15 ore in barella: poi la scoperta choc


 

È scivolata in bagno, ha battuto la testa e poche ore dopo è morta a causa di un’emorragia cerebrale. È questa la terribile fine di Giulia Riodino, una pensionata di Spinaceto che era arrivata al pronto soccorso dell’ospedale romano di Sant’Eugenio per una colica renale. Nonostante i fortissimi dolori, la donna è stata lasciata su una barella in corridoio senza catetere per quindici ore. Costretta a fare da sola i propri bisogni, la donna si sarebbe alzata nel cuore della notte per andare in bagno e sarebbe caduta sbattendo la testa sul pavimento. Soccorsa e trasportata d’urgenza al San Camillo, l’anziana è morta poco dopo. La Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo: secondo i familiari della vittima alla donna non sarebbe stato inserito il catetere perché assente l’urologo in struttura.

”La signora, mentre si recava autonomamente in bagno, è caduta nel corridoio del Pronto Soccorso. L’evento è stato testimoniato in tempo reale dal personale in turno che ha messo in atto l’immediata assistenza e gli interventi terapeutici d’urgenza del caso che hanno quindi previsto il trasferimento presso l’Ospedale San Camillo, per l’intervento di neurochirurgia urgente”. È quanto scrive in una nota la direzione strategica della Asl Roma 2 in merito al caso. (Continua a leggere dopo la foto)







”La permanenza in Pronto Soccorso – si precisa – è stata predisposta dai medici allo scopo di garantire la osservazione clinica del caso, il controllo della sintomatologia dolorosa e la gestione terapeutica, in previsione della valutazione clinica e procedurale dell’urologo, programmata per il giorno successivo e non urgente”. Ancora, ”non è stata data alcuna indicazione al posizionamento del catetere vescicale poiché non indicata né opportuna in paziente pienamente autonoma e in assenza di qualunque motivazione clinica che rendesse necessaria la prescrizione di una limitazione alla deambulazione autonoma”. (Continua a leggere dopo la foto)






”La paziente è stata continuamente e pienamente sorvegliata dal personale in turno che ha più volte interagito con essa, confermandone la piena autonomia, sorvegliandola quando si recava in bagno, come ben precisato nella documentazione agli atti. In seguito all’episodio di caduta occorso in data 4/9/2018 – si legge in una nota – gli operatori intervenuti nella gestione del caso hanno fornito immediata segnalazione e relazione al Risk Manager della Asl Roma 2, nonché all’Autorità Giudiziaria, con successive dettagliate deposizioni in merito all’accaduto”. (Continua a leggere dopo la foto)



 


”Tuttavia è opportuno precisare che il giorno 3 settembre, in seguito alle valutazioni cliniche e strumentali, è stata predisposta degenza della signora presso la Area dedicata del Pronto Soccorso, laddove viene garantita l’assistenza del caso, delineando il completo iter diagnostico e terapeutico. Inoltre è stata immediatamente garantita la terapia del dolore, determinando la risoluzione della sintomatologia mai più lamentata”, conclude la Asl.

“Sull’ambulanza non ci sali”. Impedisce alla compagna incinta di andare in ospedale

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it