“Cosa c’era in quel blocco di cemento”. Un altro ponte italiano che stava per uccidere. La denuncia choc


Dopo il crollo del viadotto Morandi a Genova è scattato l’allarme in tutta la Penisola. E tra le zone dove si segnalano il maggior numero di ponti pericolanti c’è quella dell’Abruzzo con particolare riferimento a Pescara e Chieti. Sono due i ponti in condizioni critiche: a cominciare da quello di Madonna delle Piane, dove transitano decine di migliaia di auto al giorno e che corre proprio sopra la ferrovia, la stazione e l’affollatissima via Tiburtina. Un’arteria da imboccare per forza se ci si reca all’ospedale cittadino o all’università, o se si entra/si esce dalla città.  Preoccupa, e non poco, anche un altro viadotto molto trafficato, quello di via Gran Sasso; e la rivelazione del fatto che questi due ponti, insieme ad altre diciotto strutture comunali, non abbiano mai ricevuto una verifica di vulnerabilità sismica, nonostante oggi Chieti sia un territorio a rischio terremoti. Il sindaco teatino Umberto Di Primio, nell’illustrare il rapporto che ha inviato al ministero dei Trasporti dopo la tragedia di Genova, mette le mani avanti: “La nostra esigenza primaria è di evitare di continuare a tenere ponti e viadotti in una condizione di manutenzione insufficiente. Se non si interviene presto, si rovineranno ulteriormente – ha spiegato in una conferenza stampa – Perché il mio Comune non fa questi controlli autonomamente? Perché i quattro milioni necessari non potrei recuperarli nemmeno vendendo un’altra farmacia”. (Continua a leggere dopo la foto)







E come per uno strano scherzo del destino proprio oggi, giovedì 6 settembre 2018, si è sfiorata la tragedia a Chieti. Un masso di cemento è caduto sul parabrezza di un furgone Fiat Fiorino, questa mattina intorno alle 10 lungo il tratto dell’asse attrezzato che collega Chieti a Pescara, nel viadotto che immette sulla circonvallazione in direzione Montesilvano (Pescara). E a raccontare l’accaduto, con un post su Facebook, è il diretto interessato, ovvero l’autista del Fiorino. (Continua a leggere dopo la foto)






L’uomo, scosso per l’accaduto, ha spiegato: “C’era molta fila, dovuta ai lavori in corso in quel punto – ha riferito l’uomo contattato successivamente, fornendo anche una documentazione fotografica – quando all’improvviso è piovuto un masso di cemento che ha spaccato il parabrezza della mia vettura, per fortuna senza sfondarlo. Io ho pensato solo a uscire subito dal viadotto – ha aggiunto il conducente del mezzo – poi ho chiamato le forze dell’ordine e ho verificato che nel masso c’è anche del polistirolo”. (Continua a leggere dopo la foto)





 

Avviate subito le analisi tecniche da parte di Anas: l’architetto Enzo Di Vittorio conferma che dai primi controlli non è emersa alcuna anomali: “Ma compiremo comunque degli approfondimenti. Se c’è stato un distacco deve essere stato un distacco corticale – aggiunge l’esperto – quelle infrastrutture sono nuovissime e non presentano problemi di stabilità”.

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