“Dileguati!” 50 migranti della Diciotti irreperibili. Ma non è una fuga. Ecco perché


Sono almeno 50 i migranti che erano a bordo della nave Diciotti che si sono allontanati dal centro di accoglienza. Lo riferiscono fonti del Viminale, specificando che “il dato è in aggiornamento”. Si tratta di “maggiorenni: 6 di loro hanno fatto perdere le tracce il primo giorno di trasferimento, venerdì; 2 eritrei destinati alla diocesi di Firenze si sono dileguati il 2 settembre; per altri 19 è stato verificato l’allontanamento il 3 settembre; altri 13 infine si sono dileguati ieri. Erano destinati a varie diocesi”.All’interno di questo gruppo di persone, “4 si sono allontanate quando erano ancora a Messina. Sono in corso altre verifiche. Le persone che si sono allontanate si erano limitate a manifestare l’interesse per formalizzare la domanda d’asilo. Tutte erano state identificate con rilievi fotodattiloscopici e inserite in un sistema digitale europeo. Controlli anche sulla nazionalità di chi si è allontanato: almeno in 6 provengono dalle Isole Comore”. (Continua a leggere dopo la foto)






“I centri di accoglienza non sono centri di detenzione e dunque le persone ospitate possono allontanarsene liberamente: la loro non è una fuga”. È quanto osserva all’AdnKronos padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, struttura dei Gesuiti che si occupa di migranti, profughi, rifugiati e richiedenti asilo, commentando l’allontanamento dei migranti come riferito da fonti del Viminale. “I motivi per andarsene possono essere i più svariati, cambiano da caso a caso – spiega Ripamonti -. Dipende anche da che tipo di centro li sta ospitando, dove è geograficamente collocato, se sta in aperta campagna o in una grande città, qual è la nazionalità dei profughi ospitati, se l’Italia è la meta finale o soltanto un Paese di sbarco e di transito. Difficile ora capire perché questi rifugiati si siano allontanati”. (Continua a leggere dopo la foto)






Caritas Italiana conferma l’accaduto, ma ci tiene a sottolineare che si è trattato di un: “Allontanamento volontario, non una fuga. Si fugge da uno stato di detenzione e non è questo il caso, nessuno vuole rimanere in Italia, si sa”, dice il direttore don Francesco Soddu. “Queste persone – spiega il sacerdote che in queste ore ha gestito per la Cei l’accoglienza – davanti ad una situazione di affidamento, o prima o dopo avrebbero potuto scegliere di allontanarsi volontariamente” perché la struttura che li accoglie non ha il compito di trattenerli. I migranti, ovunque verranno trovati, in Italia o anche all’estero potranno chiedere asilo: “Ricominciando quella procedura che era stata avviata nelle nostre strutture”. I migranti che si sono allontanati si erano limitati a manifestare l’interesse per formalizzare la domanda d’asilo, fanno sapere dal Viminale. (Continua a leggere dopo la foto)




 

Come riporta Il Messaggero, oggi al centro Mondo Migliore di Rocca di Papa c’era stata una grande festa proprio per i migranti della Diciotti, soprattutto per quelli in partenza verso le varie strutture Caritas. A portare la benedizione di Papa Francesco era stato il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere del pontefice, che si è fermato a pranzo portando per tutti gli ospiti presenti dei gelati. Intanto Salvini promette di cambiare ‘le regole’…

Leggi anche: 

“Ancora sbarchi!”. Diciotti solo una prova di forza. Arrivano 277 immigrati, ecco dove. Salvini ‘beffato’

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it