Mistero sull’omicidio di Antonello Bessi, ucciso con 12 coltellate nel suo negozio. Faceva parte di una ‘setta’? Il padre a Pomeriggio Cinque rivela un particolare


È ancora mistero sulla morte di un uomo trovato in una villa del rione Canadà, a Vercelli. La vittima è Antonello Bessi, sessantenne. Bessi era noto in città. Ha gestito per anni un negozio di biciclette in via Paggi. Attività che poi, una volta chiuso l’esercizio commerciale, aveva spostato nel garage della sua abitazione. Ed è lì, in garage, che il sessantenne è stato accoltellato con dodici fendenti. I poliziotti l’hanno ritrovato in una pozza di sangue all’interno.  Al momento gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Francesco Alvino, non hanno ancora trovato l’arma con cui l’assassino ha inferto i numerosi colpi sull’uomo. Ieri sono stati interrogati diversi conoscenti della vittima, tra cui il padre Giuseppe Bessi. Massimo riserbo sulle indagini, anche se si allontanano sempre più le ipotesi di un furto o di una rapina finita male. Dai primi interrogatori è emerso che Bessi, da diversi anni, era vicino alla comunità etico-spirituale dei Damanhur. Ancora incerta la data dell’autopsia sul corpo del 57enne, che potrà chiarire i dettagli di un delitto rimasto al momento senza colpevole né movente. (Continua a leggere dopo la foto)






Chi lo conosceva, descrive Bessi come una “Gran brava persona”, “ciclista d’altri tempi, sempre gentilissimo”, “onesto ed economico”. Molti ricordano di aver comprato da lui qualche bicicletta e ricordano l’artigiano al lavoro: tuta blu, berretto in testa e mani perennemente annerite dal grasso. Aveva sempre lavorato nel campo delle biciclette: vendita e riparazione. E, soprattutto in quest’ultimo campo, con la progressiva scomparsa degli artigiani esperti in questo settore, si era fatto una vasta clientela. Moltissimi vercellesi di tutte le età, per un motivo o per l’altro, sono passati dal suo negozio nel cuore di Vercelli. (Continua a leggere dopo la foto)






A dare maggiori informazioni su un delitto che al momento appare misterioso è il padre della vittima. Lo fa in diretta TV, a Pomeriggio Cinque, intervistato da un’inviata della squadra di Barbara d’Urso. Si cerca di far chiarezza sulla morte di Antonello Bessi. A precisa domanda su quale potrebbe essere il movente, Giuseppe non ha dubbi: “Che ci sia di mezzo qualche donna, non so. Quando dormiva fuori, forse usciva con una donna”. E ancora: “Si sono accaniti e lo hanno preso di sorpresa, 12 coltellate vuol dire ammazzarlo. Una donna mi ha detto che frequentava con lui l’associazione religiosa Damanhur, ma non era il tipo da farsi plagiare…”. (Continua a leggere dopo la foto)




 

Ma cos’è questa associazione religiosa? Come si può leggere sul web si tratterebbe di una comunità fondata nel 1975 da Oberto Airaudi, a Vidracco, in Val Chiusella, nel Torinese non lontano da Ivrea, e che si fonda sulla ricerca spirituale e sulla condivisione, sulla vita in armonia con la natura. Come scrive ‘Vercelli Oggi’. Particolare è lo stile di vita richiesto: “Sono fondamentali il pensiero positivo, la valorizzazione delle diversità, il raffinamento interiore e la disponibilità al cambiamento come strategia per uscire dalle abitudini”. Che Antonello ne facesse parte?!

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