Strage di Parigi, dopo mesi quell’orrore che ha sconvolto il mondo, è ancora mistero sulla morte di Valeria Solesin. C’è un dettaglio (importante) che non convince affatto gli inquirenti. Questo. Voi che ne dite?


 

Sono passati mesi dall’orrore del Bataclan di Parigi, quando i jihadisti presero d’assalto il teatro francese nel bel mezzo di un concerto uccidendo oltre 90 persone a sangue freddo. Proprio quel giorno, perse la vita anche una ragazza italiana, Valeria Solesin, vittima dell’odio religioso e della violenza terrorista.

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Sulla fine della ragazza, la cui drammatica sorte aveva commosso il Paese, restano però ancora dei dubbi legati alle ricostruzioni fornite dal fidanzato, Andrea Ravagni, anche lui presente sul luogo della straga ma riuscito miracolosamente a fuggire dalle raffiche del commando. Stando a quanto raccontato dal sopravvissuto, infatti, il ragazzo sarebbe rimasto a terra fino a quando le raffiche di mitra non si erano di colpo interrotte.

A quel punto, un altro spettatore lo avrebbe toccato e gli avrebbe detto: “È tutto finito. Alzati”. Il segnale che l’incubo era alle spalle. Lui sarebbe rimasto a terra, abbracciato al corpo di Valeria, aspettando così l’intervento delle teste di cuoio. Ma qualcosa, in questa versione, non torna.

Gli inquirenti, infatti, ricordano che il corpo della giovane era rimasto non identificato per giorni e che il fidanzato aveva inizialmente detto di averla persa di vista durante l’attacco. Perché allora, si chiedono, avrebbe poi cambiato idea, fornendo una ricostruzione completamente diversa e contraddittoria rispetto alla precedente? Un mistero che non è stato ancora chiarito ma che sta facendo discutere.

 

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