Morto chef di 24 anni investito da un’auto. Grave il papà: non sa ancora che Giovanni non c’è più


Doveva essere una giornata tranquilla, come tutte le altre. Si è trasformata in un’autentica tragedia dalla quale la provincia di Bergamo fatica a riprendersi. La terribile dinamica dell’incidente lascia senza parole la comunità di San Giovanni Bianco: Giovanni Scanzi, noto chef del posto, è deceduto nella giornata di sabato 1 settembre 2018. Dopo aver parcheggiato a lato della strada, la vittima, accompagnata dal padre, hanno cercato di attraversare la strada lontano dalle strisce pedonali (che distano un centinaio di metri) ma sono stati investiti da una Fiat 500 guidata da un 34enne, A.S.A. di Massalengo (Lodi), e dopo essere stati sbalzati per alcuni metri, sono finiti in una roggia piena d’acqua che costeggia la carreggiata. Sono attesi per i prossimi giorni gli esiti degli esami del sangue ai quali è stato sottoposto l’investitore. Il 34enne, risultato negativo all’alcoltest, è indagato per lesioni gravissime nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Nicola Preteroti per chiarire la dinamica dell’incidente. Dramma nel dramma. Perché il papà di Giovanni, dipendente dell’A.t.s. di Bergamo, sta lottando tra la vita e la morte su un lettino d’ospedale. (Continua a leggere dopo la foto)



Sedato, il 64enne non è ancora a conoscenza che il figlio non ce l’ha fatta.  Diplomatosi all’Alberghiero di San Pellegrino, Giovanni aveva lavorato prima in cucina al rifugio Camoscio, poi era stato cuoco alla Wiener Haus di Curno, poi si era trasferito al Bù Cheese Bar in pieno centro a Bergamo, locale di successo negli ultimi anni. Sabato, al momento del tragico incidente, Giovanni Scanzi doveva ritirare l’auto da un meccanico di Lallio, poi la tragedia… (Continua a leggere dopo la foto)



Sabato l’annuncio su Facebook: “Con immenso dolore comunichiamo che questa mattina è venuto a mancare Giovanni, nostro amico e cuoco del Bú cheese bar. Oggi il locale rimarrà chiuso per lutto”. I funerali del ragazzo si terranno oggi, martedì 4 settembre, alle 15 nella chiesa parrocchiale di San Gallo, a San Giovanni Bianco, provincia di Bergamo. Giovanni aveva ottenuto da poco un contratto a tempo indeterminato, La notizia è arrivata fino a San Simone, al rifugio “Baita del Camoscio”: lì Giovanni ha lavorato una stagione e mezza come aiuto cuoco; si adeguava al menù montano, ma sapeva fare piatti ingegnosi. Giovanni aveva un ottimo rapporto con il capo-chef del Bu Cheese Bar, Simone Busi, di un anno più vecchio: “Ho perso il mio braccio destro al lavoro e nella vita. Non so come farò senza Gio, eravamo come fratelli”, ha raccontato a L’Eco di Bergamo. I due hanno frequentato l’asilo insieme, poi si sono divisi alle elementari e medie, ma essendo compaesani sono sempre rimasti molto legati. Si sono ritrovati alle superiori: visto che Simone ha perso un anno, sono stati in classe insieme per l’intero quinquennio all’Istituto professionale alberghiero di San Pellegrino Terme. (Continua a leggere dopo la foto)


 

I due ragazzi avevano anche un sogno da realizzare: aprire un locale insieme o comunque mettersi in società. Prima del tragico incidente, i due amici erano stati due giorni in Trentino per un ‘viaggio di studio’ presso un ristorante due stelle Michelin: erano tornati proprio la notte precedente e si erano fatti l’ultima birra insieme prima di salutarsi. Oggi l’ultimo saluto, ma Giovanni vivrà sempre nel cuore di chi lo ha conosciuto.

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