“Minori ridotti a scheletri dopo otto giorni di prigionia”. Caso Diciotti, l’opposizione si scaglia contro Salvini. La situazione


Rinchiusi al buio per otto mesi, denutriti, con alle spalle periodi di detenzione in Libia lunghi anche tre anni. I 27 minori non accompagnati scesi dalla nave Diciotti, ormeggiata da lunedì al porto di Catania, hanno vissuto “orrori incredibili”. Si tratta di 25 ragazzi e due ragazze di età variabile tra i 14 e i 17 anni, tutti eritrei ad eccezione di una ragazzina proveniente dalla Somalia. “Uno di loro – racconta Giovanna Di Benedetto, portavoce di Save The Children – presentava ferite di arma da fuoco. Ci hanno raccontato di essere rimasti rinchiusi per otto mesi al buio dentro una stanza o un container, questo ancora non è chiaro. Alcuni di loro pesano appena 35 chili”. Il viaggio dalle coste dell’Africa è iniziato nella notte tra il 13 e il 14 agosto. Poi la settimana trascorsa in mane a bordo della Diciotti, prima del via libera di ieri del Viminale al loro sbarco. “Prima di poter partire sono rimasti in Libia a lungo, chi un anno, chi un anno e mezzo, qualcuno ci ha detto anche per tre anni. Sono denutriti e davvero in condizioni di grande deprivazione”. Al momento del loro sbarco sulla nave della Guardia costiera sono stati intonati alcuni canti. Dopo gli accertamenti sanitari i giovani migranti sono stati trasferiti nei centri di accoglienza messi a disposizione del Comune di Catania. (Continua a leggere dopo la foto)







Intanto sul caso della Diciotti indagano tre Procure, quella di Catania che ha aperto un fascicolo di atti relativi, la Dda di Palermo con un’indagine che ipotizza il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di uomini e i pm agrigentini. Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ieri pomeriggio a sorpresa con guanti e mascherina è salito a bordo della nave per un’ispezione. La Procura della città dei templi nei giorni scorsi ha aperto un fascicolo per illecito trattenimento di persone, ma adesso al vaglio dei magistrati c’è anche l’ipotesi di sequestro di persona a carico di ignoti. “La politica ha tutta la legittimità di prendere delle decisioni, ma queste decisioni non possono contrastare con quanto previsto dalla Costituzione e dal codice penale”, ha detto il procuratore scendendo dalla nave. (Continua a leggere dopo la foto)






Per tutto il giorno si sono moltiplicati gli appelli e le prese di posizione da parte di associazioni umanitarie e religiose, che chiedono lo sbarco immediato di tutti i profughi dalla Diciotti. Una delegazione della Rete antirazzista ha compiuto un’azione dimostrativa a bordo di un gommone che ha tentato di avvicinarsi alla Diciotti. La piccola imbarcazione è stata tenuta a distanza dall’unità navale della Guardia costiera da motovedette delle forze dell’ordine. Ma ciò non ha fermato gli aderenti del gruppo, che ha manifestato al porto di Catania, gridando slogan: “Minniti, Di Maio, Salvini, siete solo assassini”, per poi formare un presidio davanti ai poliziotti in tenuta antisommossa. Da stamani al molo di Levante si sono susseguite e visite istituzionali. A bordo della nave della Guardia costiera sono saliti, tra gli altri, l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, il presidente della commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, Claudio Fava, i democratici Davide Faraone e Carmelo Miceli e una delegazione del Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, che è rimasta a bordo oltre ore per verificare le criticità in cui vivono ormai da 8 giorni i 150 migranti ancora a bordo. (Continua a leggere dopo la foto)



 

In particolare, il deputato dem Miceli ha postato su Facebook un video girato a bordo in cui si vedono le condizioni in cui da otto giorni sono costretti a vivere i migranti. Alcuni di loro sono seduti o sdraiati a terra con dei cartoni a fare da letto, altri mangiano le porzioni di cibo loro consegnate proteggendosi dal sole sotto tendoni sistemati sul ponte. “Da tre giorni ci sono 190 persone (150 migranti e 40 di equipaggio) che sono bloccate su un ponte di metallo di 50 metri quadrati con 35 gradi, con una epidemia di scabbia ha detto Miceli -. Quello che sta facendo il Governo è semplicemente disumano. C’è solo da ringraziare il Corpo della Guardia costiera per il lavoro straordinario che sta facendo”. Un’informativa sarà inviata alle Procure che indagano sul caso.

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