Ponte Morandi, allerta per il moncone est. Le conseguenze


Genova si lecca le ferite e prova a ricomporre i cocci. Quasi una settimana dalla tragedia: il crollo del viadotto Morandi ha provocato 43 morti e ingenti danni ‘materiali’. Il premier Conte ha promesso agli sfollati che il governo farà “in fretta” per “dare una dimora a tutte queste persone”. E il governatore della Liguria, Giovanni Toti ha spiegato che già oggi verranno consegnati i primi 15 appartamenti agli sfollati. Alloggi di proprietà della Regione e del Comune. Nel giro di 4-5 settimane, ha sottolineato Toti, l’emergenza abitativa dovrebbe essere risolta. In tutto ciò si continua a indagare sulle possibili cause che hanno portato al crollo del Ponte Morandi. Prima di sgretolarsi, il colosso di cemento “non è caduto nella sua proiezione, prima si è storto e poi è caduto” ha spiegato il presidente della Commissione ispettiva del ministero dei Trasporti, Roberto Ferrazza, specificando che la dinamica della tragedia “non è ancora del tutto chiara” perché “non è chiaro quale sia stato l’innesco”. Ferrazza ha spiegato che ora ci sarà da lavorare ancora “sul posizionamento e ribaltamento delle macerie considerando che c’è stata una rottura che ha provocato un movimento della struttura non equilibrato”. (Continua a leggere dopo la foto)



Importanti, in tal senso, saranno le testimonianze. La squadra mobile di Genova, a tal proposito, ha sentito le persone che il 14 agosto si trovavano lungo il torrente Polcevera. Testimoni che potrebbero dare indicazioni ‘visive’ che potrebbero rivelarsi utili per integrare la ricostruzione degli eventi, affidata ai periti dei pm. Ma i guai, in quel di Genova, non sembrano avere fine. E negli ultimi minuti la situazione rischia di prendere una piega ancora più ‘drammatica’. (Continua a leggere dopo la foto)


Come riportato dalle forze dell’ordine e soccorritori, scricchiolii sono stati uditi, nella notte e stamani, provenire dal moncone est di ponte Morandi. Per questo motivo, in via precauzionale, i vigili del fuoco hanno deciso di interrompere le operazioni di recupero delle masserizie e degli oggetti personali dalle abitazioni evacuate. A dare l’allarme alcuni cittadini. È stato comunque escluso che fossero rumori causati dal vento e sono stati attivati accertamenti tecnici ancora in corso. La zona rossa rimane interdetta anche ai mezzi di soccorso in attesa dei risultati delle verifiche. (Continua a leggere dopo la foto)


 

Intanto,  nella giornata odierna – lunedì 20 agosto, 6 giorni dopo il disastro – a Genova ci sarà il capo del dipartimento di protezione civile Angelo Borrelli. L’obiettivo è quello di mettersi a lavorare sul testo dell’ordinanza di protezione civile che consentirà di avviare i necessari interventi, normativi e operativi.

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