“Sull’ambulanza non ci sali”. Impedisce alla compagna incinta di andare in ospedale


 

Mesi e mesi di attesa e premure, contando i giorni che li separavano dal grande sogno di diventare finalmente genitori. Il momento più bello ed emozionante per molte coppie e che i due non vedevano l’ora di affrontare insieme. Peccato però che quando il fatidico momento è arrivato e la donna si è trovata a dover ricorrere all’aiuto dei medici per mettere al mondo il proprio bambino, le cose hanno preso una piega decisamente inattesa. Tutto è successo quando lei ha chiamato un’ambulanza spiegando di dover correre in ospedale perché prossima al parto. Il mezzo di trasporto è puntualmente arrivato per consentirle di raggiungere il più vicino ospedale, ma a quel punto il compagno si è opposto con forza ai tentativi di lei di salire a bordo insieme all’equipaggio. Il motivo? La presenza di troppi uomini a bordo, una vista che ha scatenato un improvviso attacco di gelosia proprio durante quei momenti concitati. (Continua a leggere dopo la foto)







Quando l’ambulanza è arrivata, infatti l’uomo voleva impedire alla moglie incinta di salire a bordo perché l’equipaggio era composto solo da uomini. L’episodio è avvenuto la scorsa notte in via Mario Pichi a Milano, a due passi da Porta Ticinese e dal Naviglio Pavese. Protagonista un giovane di nazionalità marocchina di 23 anni, arrestato per resistenza a pubblico ufficiale dagli agenti di polizia giunti sul luogo su segnalazione del personale del 118. (Continua a leggere dopo la foto)






La donna non doveva in realtà partorire ma aveva accusato un piccolo malore e quindi, non sapendo cosa le stesse succedendo di preciso, aveva chiesto l’intervento di un’ambulanza così da escludere ogni possibile complicazione in un momento particolarmente delicato della gravidanza, con il bambino atteso di lì a pochi giorni. I poliziotti si sono però dovuti scontrare con la ferrea volontà dell’uomo. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Il ragazzo ha infatti perso completamente la testa alla vista dei militari e, mentre tutti cercavano di calmarlo, si è scagliato contro gli agenti dando il via a una breve colluttazione. I successivi controlli hanno fatto emergere come il giovane fosse destinatario di un provvedimento di carcerazione, per il ripristino della pena sospesa dopo una condanna per spaccio.

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