“No, grazie”. Genova, il no e la dignità delle famiglie delle vittime del crollo


L'Italia è in ginocchio. Genova piange. Ma non sarebbe ancora tempo delle polemiche. I soccorritori continuano a scavare, ininterrottamente, da ormai settantadue ore. Si cercano circa 10-20 dispersi mentre il bilancio delle vittime è, purtroppo, di 38 persone. Il viadotto Morandi alle ore 11:52 di martedì 14 agosto è venuto giù. Tra l'incredulità della gente che si è salvata per un pelo. Ieri la polizia di Stato ha pubblicato un video con una telefonata al centralino: "Siamo qui, in galleria. Non si capisce nulla. Ma è crollato davvero il ponte?!" chiede una signora 'spaventata'. E ancora, un 'collega della Polizia', presente lì per motivi personali, telefona allarmato: "È arrivata adesso la Polizia Stradale. Io sono fermo in galleria, sono in sicurezza. Sta succedendo di tutto". Minuti concitati, secondi fatali. Chi si è salvato e chi, invece, non ce l'ha fatta. Come i quattro ragazzi di Torre del Greco o le coppie di fidanzatini che sognavano di trascorrere il Ferragosto in famiglia e con gli amici. (Continua a leggere dopo la foto)

Intanto, per sabato 18 agosto 2018 sono indetti i funerali di Stato. La Serie A non rinvierà le partite - come si era paventato in un primo momento ieri - ma non giocheranno solo le due squadre genovesi (Sampdoria e Genoa). Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha indetto una giornata di lutto nazionale. Eppure c'è chi non ha intenzione di dare l'ultimo saluto ai propri cari così. Come Roberto, papà di Giovanni Battiloro, che rivuole suo figlio a Torre del Greco: "Mio figlio non diventerà un numero nell'elenco dei morti causati dalle inadempienze italiane, farò in modo che ci sia giustizia per lui e per gli altri: non dobbiamo dimenticare. Non vogliamo un funerale farsa, ma una cerimonia a casa, nella nostra chiesa a Torre del Greco. E' un dolore privato e non servono passerelle. Da oggi inizia la nostra guerra per la giustizia, per la verità: non deve più accadere", ha scritto su Facebook. (Continua a leggere dopo la foto)

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Roberto Battiloro ha parole d'elogio per il sindaco di Genova e le autorità locali, come per: "L'umanità mostrata dal personale tutto dell'ospedale. E molto attivo è stato il sindaco di Torre del Greco, Giovanni Palomba".  E come riportato da La Stampa, a smorzare i toni è stato proprio il primo cittadino campano che, dopo essersi recato a Genova per sovrintendere alle operazioni di trasferimento delle salme, ha spiegato: "Non è un no ai funerali di Stato, ma la necessità di condividere il proprio dolore con le famiglie". Al posto delle quattro bare dei ragazzi campani, ci saranno così le loro fotografie. Ma a dire no ai funerali di Stato sono state anche altre famiglie colpite dal lutto. "Quelle cose pubbliche non mi piacciono", ha detto Anna Timossi, la madre della 34enne Elisa Bozzo. Le sue esequie si terranno sabato alle 11 ma nella chiesa di Sarissola. (Continua a leggere dopo la foto)

 

Funerali separati anche per Stella Boccia, 24 anni, e il peruviano Carlos Jesus Erazo Trujillo, 27 anni, i due fidanzati di Arezzo morti nel crollo. Stella sarà portata a Foiano della Chiana (Arezzo) dove sabato 18 agosto alle 15 si svolgeranno le esequie con rito evangelico. La celebrazione si terrà in forma privata e senza telecamere così come voluto dai familiari, alla presenza esclusiva di parenti e amici provenienti anche da Somma Vesuviana (Napoli), luogo di origine della famiglia prima di trasferirsi una ventina di anni fa in Toscana. La giovane vittima riposerà nel cimitero di Badia al Pino (Arezzo). Carlos, invece, avrà i funerali di Stato a Genova.

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