“Ornella è morta, ci dispiace”. Sotto i ferri per un intervento di routine. Strazio


Dove essere un intervento di routine e invece Ornella Mortati, una donna di 60 anni di Scorzè – provincia id Venezia – non si è mai più svegliata. È morta sotto i ferri in una sala operatoria dell’ospedale di Mirano. Una situazione che ha spinto la Procura della Repubblica di Venezia ad aprire un fascicolo per accertare le cause della morte di una donna. Un fascicolo d’indagine che, va detto, al momento è senza indagati, ed è stato aperto dal sostituto procuratore Giovanni Zorzi, nell’ipotesi che a causare la morte della donna sia stata una lesione durante l’operazione; l’autopsia si terrà con ogni probabilità lunedì prossimo. A quanto si apprende Ornella era entrata nel nosocomio per sottoporsi ad un intervento per l’impianto di un pacemaker.La donna, che aveva gravi problemi cardiaci, è deceduta nel corso dell’operazione, a causa di un’emorragia. L’Usl 3 Serenissima ha aperto un’inchiesta interna, sulla base del referto dell’intervento, con un esame del medico legale da cui sarebbe emersa una lesione al cuore. (Continua dopo la foto)




È quindi stata decisa la segnalazione alla magistratura che ha avviato i propri accertamenti autonomi sull’accaduto. Il pacemaker è uno stimolatore cardiaco composto da una batteria/generatore e un circuito elettronico in grado di modificare la frequenza cardiaca. Alcune malattie causano un eccessivo rallentamento del battito cardiaco, condizione definita bradicardia, rendendo inadeguata la quantità di sangue e di ossigeno pompata dal cuore per il nostro organismo. (Continua dopo la foto)



Una persona affetta da bradicardia può sentirsi facilmente affaticata, debole, avere le vertigini o svenire. Anche le normali attività quotidiane possono risultare faticose. Tutti i sistemi di stimolazione artificiale (pacemaker) sono costituti di due parti: lo stimolatore cardiaco ove alloggia la batteria (largo circa 5 cm, spessore). L’elettrocatetere o gli elettrocateteri che veicolano gli impulsi al cuore e trasmettono i segnali dal cuore al dispositivo. (Continua dopo la foto)


 


Interpretando questi segnali lo stimolatore è in grado di monitorare l’attività cardiaca e rispondere in modo adeguato. I moderni pacemaker funzionano “a domanda” ossia rimangono inattivi sino a che la frequenza naturale è al di sotto di quella impostata.Alcune funzioni di stimolazione e monitoraggio del pacemaker possono essere programmate o regolate in modo ottimale in occasione dei periodici controlli che vengono regolarmente programmati dopo un’impianto di pacemaker.

Ti potrebbe interessare: “Sarà così”. Ferragni, trapelano i segreti del suo abito da sposa e il gossip impazzisce