Choc a Milano, ragazzo precipita dal nono piano di un palazzo. Immediato l’intervento dei soccorritori: cosa scoprono sul luogo della tragedia


 

Una giornata da dimenticare per l’intera città di Milano e per tutta l’Italia. Dopo i fatti gravissimi degli incidenti stradali che hanno causato molti morti in diverse regioni, adesso arriva anche la notizia di un ragazzo di 29 anni che è morto dopo essere precipitato da un palazzo in via Borgogna, a Milano. La tragedia, secondo quanto riporta l’Azienda regionale emergenza urgenza, è avvenuta attorno alle 13, quando al 118 è arrivata la segnalazione di una persona esanime sull’asfalto. La vittima, stando alle prime ricostruzioni degli agenti della questura, che indagano sul caso, si sarebbe suicidata, lanciandosi dal piano alto di un palazzo della zona, la centrale San Babila. Non è ancora chiara la dinamica di quanto accaduto: sul caso sono ancora in corso accertamenti. Stando ad alcune indiscrezioni, il ragazzo si sarebbe tolto la vita lanciandosi dal nono piano di un palazzo che si trova all’angolo tra via Durini e via Borgogna. (Continua a leggere dopo la foto)  








Quella è una zona molto conosciuta e centrale, la quale ospita diversi negozi e ristoranti. Il 118 riferisce che anche un ragazzo di 18 anni è rimasto coinvolto nella vicenda: il giovane è stato portato in codice verde alla clinica Città Studi, presumibilmente sotto choc per aver assistito all’accaduto senza riuscire a fare nulla per evitarlo. Non sono note, al momento, né l’identità della vittima né se abbia lasciato un messaggio per spiegare le ragioni del suo gesto. In città la tensione era già alta per altri episodi che stavano dando da fare alle forze dell’ordine. All’istituto di cultura islamica di viale Jenner 50, infatti, due gruppi di fedeli legati a due diverse fazioni all’interno della moschea si sono affrontati in strada, davanti al garage che da vent’anni ospita la sala di preghiera. (Continua a leggere dopo la foto)




E’ dovuta intervenire nuovamente la polizia, come nella sera di venerdì, quando un gruppo di persone vicine all’Imam Abdel Ghani (licenziato dal direttivo dell’Istituto) aveva scardinato il cancello per accedere alla moschea rimasta chiusa. Due persone sono rimaste lievemente contuse e sono state portate una al Sacco e l’altra al Fetenebenefratelli per le medicazioni, ma l’episodio – il terzo in pochi giorni – riaccende le polemiche su una delle moschee abusive più discusse della città. (Continua a leggere dopo la foto)


 

Ora però anche gli abitanti del quartiere tornano sulle barricate e chiedono l’intervento del ministro degli Interni Matteo Salvini: “E’ un’escalation quotidiana, il terzo giorno di scontri tra la vecchia guardia che stava cercando di mettere ordine e questo nuovo imam col suo staff, che è stato allontanato perché non in linea con le posizioni moderate di Shaari, ma che non si rassegna”, spiega Luca Tafuni del comitato degli abitanti.

 

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