“Dolore immenso”. La tragica fine di Kuma: cosa è successo


 

Massacrato a bastonate e ucciso senza un apparente motivo. È morto così il pastore tedesco Kuma, beniamino dei bambini che frequentavano il centro equestre di Brescia. L’animale, sparito nel nulla il 24 luglio scorso, è stato ritrovato morto sotto un mucchio di rami e sterpaglie – a pochi metri dalla cascina dove viveva -, con evidenti segni di maltrattamenti. Il cane, che tutti chiamavano “il gigante buono”, era la mascotte dei bambini che frequentano il campus di equitazione: giocava con loro durante il giorno, li accompagnava durante le passeggiate e condivideva persino il pranzo, alla ricerca di briciole sotto al tavolo. Sul caso indagano i carabinieri. ”Un gesto così vile, crudele e di tale barbarie non può rimanere impunito – raccontano i proprietari del cane -. Abbiamo sporto denuncia contro ignoti e fatto certificare le cause della morte, faremo tutto il possibile per dare giustizia a Kuma”. Sul caso indagano i carabinieri. (Continua a leggere dopo la foto)



”Letteralmente massacrato, l’hanno ucciso”, ha spiegato la proprietaria Alessia Arcari, che gestisce il maneggio San Michele di Bassano Bresciano, comune italiano di 2300 abitanti della provincia di Brescia, in Lombardia. A poche ore dalla scomparsa del cane, un pastore tedesco, i padroni avevano subito sporto denuncia ai carabinieri di Verolanuova, per furto o smarrimento. (Continua a leggere dopo la foto)


Non avrebbero mai pensato però ad un epilogo così tragico. Dopo giorni di ricerche disperate in zona, il macabro ritrovamento è stato fatto da Camilla, l’altro pastore tedesco del maneggio, che ieri durante l’ennesima uscita con i padroni ha iniziato a correre e scavare in un punto preciso, a trecento metri dal maneggio, sotto una pianta con i rami spezzati. E proprio lì la ‘collega’ di Kuma ha scoperto la carcassa dell’animale. (Continua a leggere dopo la foto)


 


”Nello stesso luogo in cui – ha precisato Alessia – avevo sentito nei giorni precedenti un odore nauseante, che inizialmente era stato associato all’acqua stagnante del fosso”. Una scoperta terribile che ha lasciato i responsabili del centro e i bambini sotto choc: ”I bimbi lo adoravano, – ha spiegato ancora Alessia Arcari – gli hanno scritto persino delle lettere. Siamo disperati. Ora sporgeremo denuncia per maltrattamento e uccisione di animale”.

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