“Un’altra vittima”. Adesso è emergenza vera: infezione killer in Italia. Cosa è e come si diffonde


 

Il bilancio dell’emergenza legionella nei comuni a Nord di Milano (tutti i casi si registrano a Bresso, Cusano Milanino, un caso, e Cormano, un caso) sta diventando ancora più critico, come scrive MilanoToday riportando la notizia della quarta vittima della legionella. A perdere la vita ora è un uomo di 89 anni, di Bresso, morto ieri sera all’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, dove era stato ricoverato. Ne dà notizia l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, esprimendo il cordoglio della Regione. “Negli ultimi due giorni – ricorda Gallera – non sono stati segnalati nuovi casi recenti e questo ci fa sperare che l’emergenza stia rientrando. Fortunatamente dei 52 casi ad oggi registrati 33 pazienti si sono ristabiliti. Proseguono senza sosta – continua l’assessore – le attività di controllo del Laboratorio di prevenzione dell’Ats di Milano”, dove sono in corso le analisi di “551 campioni prelevati da 48 abitazioni e 44 siti sensibili”. (Continua a leggere dopo la foto)








“Da ieri un team composto da tecnici della direzione generale Welfare, Ats ed esperti dell’Istituto superiore di sanità è al lavoro per valutare lo stato delle azioni già compiute e confrontarsi sugli sviluppi delle indagini. Regione Lombardia non lascerà niente di intentato per riuscire a trovare la fonte del contagio”, conclude Gallera. La malattia, che consiste in un’infezione scatenata dal batterio Legionella pneumophila, ha come sintomi difficoltà respiratorie di vario tipo, tra cui tosse e presenza di catarro, dolore al petto, mal di testa, aumento del ritmo respiratorio, febbre, brividi e dolori muscolari. (Continua a leggere dopo la foto)





Nei casi più gravi la patologia sfocia in una polmonite, ma anche se raramente può risultare fatale, una diagnosi tempestiva consente ai contagiati di guarire attraverso un trattamento antibiotico specifico. Il batterio responsabile della malattia dei legionari viene trasmesso all’uomo quando l’acqua contaminata, nebulizzata, viene inalata. La Legionella pneumophila, in particolare, vive all’interno di bacini idrici di vario tipo – acque sorgive, termali, fluviali, lacustri – che abbiano una temperatura compresa tra i 25 e i 55 ° C – soglie al di sotto e al di sopra delle quali non sopravvive. (Continua a leggere dopo la foto)


 

Fondamentale per il contagio è comunque il grado di concentrazione dei batteri, che per risultare pericolosi per l’uomo devono essere riusciti a diffondersi conolizzando serbatoi, fontane, piscine, tubature o impianti idrici. La legionellosi viene contratta inalando le goccioline di acqua infetta, che una volta all’interno dell’apparato respiratorio diffondono le legionelle. Non è quindi possibile prendere questa malattia da persone che ne sono affette, né bevendo o utilizzando acqua contaminata per cucinare. Filtri vecchi e sporchi degli impianti di aria condizionata possono essere invece fonte della diffusione dei batteri responsabili dell’infezione. Tra i soggetti maggiormente a rischio i fumatori, gli anziani, gli immunodepressi, i cardiopatici e le persone con patologie respiratorie croniche.

 

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