“Sara è morta”. Finite le speranze per la 39enne. Ecco cosa hanno trovato nella sua borsa


E’ stata ritrovata cadavere la donna di 39 anni, Sara Cipolla, che si era allontanata dalla sua abitazione sul litorale romano il 28 luglio scorso. E’ stato un residente, la sera del primo agosto, a chiamare i soccorsi dopo che aveva tentato di aiutare la donna in via Gerardo Beccaro, ad Acilia.L’uomo ha raccontato alla polizia di avere visto Sara fuori dal cancello già in gravi condizioni. Sempre secondo il racconto del soccorritore la donna era pallida e respirava a fatica. Lui l’ha portata in casa ma dopo pochi minuti è morta. Sul posto si sono recati gli agenti del commissariato di Ostia.La donna, secondo gli inquirenti, aveva alcuni problemi che potrebbero avere inciso sulla sua fine. E’ stata trovata la sua borsa con molti farmaci. Sul corpo, secondo il medico legale, non ci sarebbero segni di violenza. E’ possibile che la donna sia morta in seguito ad un arresto cardiaco provocato dall’assunzione di qualche sostanza. A giorni l’autopsia. Indaga il commissariato di zona. (Continua dopo la foto)



Un tema, quello del suicidio – se venisse confermato nel caso di Sara – molto sentito in Italia. Sono stati 12.877 suicidi in tre anni – 2.812 donne e 10.065 uomini – dove in 737 casi è certificata la presenza di malattie fisiche rilevanti. Sono i dati del nuovo studio Istat sul rapporto tra malattia e suicidio, costruito su dati provenienti da un’indagine condotta sui decessi e le cause di morte. In una parte rilevante di casi di suicidio, una condizione fisica compromessa potrebbe aver influenzato la scelta di togliersi la vita. (Continua dopo la foto)


Lo studio, ricorda una nota dell’Associazione Luca Coscioni, prende in esame tutti i casi di suicidio nel triennio 2011-2013.Per ciascun certificato di morte sono state individuate le entità morbose che forniscono indicazione della presenza di una malattia importante (fisica o mentale). Le modalità più frequenti sono i casi di auto-avvelenamento, di utilizzo di armi da fuoco o di oggetti appuntiti. “I suicidi in Italia sono più di due al giorno, uno ogni 12 ore”. (Continua dopo la foto)


 


“Lo stesso numero delle troppe ‘morti bianche’ che si verificano fra i lavoratori dei cantieri edili e delle fabbriche anche lui suicida per un male incurabile”, affermano, commentando i nuovi dati dell’Istat, i congiunti di Mario Monicelli (Chiara Rapaccini), Lucio Magri (Luciana Castellina), Carlo Lizzani (il figlio Francesco) e quelli di Michele, il fratello di Carlo Troilo (dirigente dell’Associazione Luca Coscioni), anche lui suicida per un male incurabile.

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