Caso Loris, “quella mattina Veronica non era sola in auto”. E quelle altre due auto che la scortavano verso il Vecchio Mulino


 

Un caso che sembrava chiuso nel 2014, quando la Procura di Ragusa ricostruì gli ultimi istanti di vita del piccolo Loris Stival, il bambino di 8 anni ucciso a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa.

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Un caso che aveva sconvolto l’Italia e per il quale sembrava essere arrivata la soluzione: la madre Veronica Panarello, uscita di casa per accompagnare il figlio più piccolo in ludoteca, avrebbe poi strangolato Loris con delle fascette da elettricista per poi nasconderne il corpo in un canalone. Ora, però, ecco emergere altri dettagli. Davanti alle telecamere di “Mattino Cinque”, infatti, l’ingegnere informatico Marcello Lo Curto ha raccontato un’altra storia sulla base degli accertamenti tecnici eseguiti sulle immagini registrate dalle telecamere. I tre soggetti che escono di casa non sarebbero quelli finora identificati dalla Procura: “Il primo soggetto è alto circa 182 cm, l’altro potrebbe essere il figlio più piccolo, il terzo è alto oltre 130cm” dice Lo Curto. Veronica Panarello non sarebbe stata dunque sola.

Quando la donna rientra a casa, poi, ecco il secondo mistero. Durante il parcheggio in retromarcia, si scorgerebbe una sagoma sul sedile posteriore della vettura, nel lato opposto rispetto al conducente. In un primo passaggio, alla rotonda del supermercato Despar, sarebbero ben individuabili tre sagome secondo l’ingegnere: quella della Panarello e dei due figli (di Loris e del fratello più piccolo). Successivamente, invece, alla guida della Polo si noterebbe una figura, probabilmente un uomo, dai capelli rasati o corti, con corporatura robusta e non riconducibile a quella di Veronica Panarello.




Non solo: la donna sarebbe stata prima seguita e poi preceduta da ben due autovetture che l’avrebbero “accompagnata” fino all’azienda agricola vicino al canalone dove è stato ritrovato il corpo di Loris.  Secondo il settimanale “Giallo”, la donna avrebbe caricato in auto il corpicino di Loris e poi lo avrebbe coperto con un giubbotto per nasconderlo ai vicino. Così avrebbe buttato lo zainetto nel canneto mentre la fascetta, la cintura, le mutandine e il sacchetto della spazzatura sarebbero stati gettati in un cestino. Infine si sarebbe recata a un corso di cucina in “stato confusionale”.

Veronica Panarello si trova attualmente nel carcere di Piazza Lanza di Catania con l’accusa di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere: la donna ha chiesto ed ottenuto il rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. Perizia cominciata pochi giorni fa alla presenza di sette consulenti. Sarà invece il Tribunale dei minori deciderà sulla sua capacità genitoriale in relazione all’affidamento del figlio più piccolo.

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