“Quattro coltellate”. Lo trovano così, in una pozza di sangue. Dramma nella provincia italiana


Secondo gli accertamenti dei carabinieri avrebbero cominciato a litigare per futili motivi nell’abitazione sulla via provinciale alla periferia del paese. La discussione è quasi subito degenerata e dalle parole si sarebbe passato ai fatti. Neppure il tempo di parlare che il figlio  che, stando alle prime indagini dei militari dell’Arma, avrebbe colpito il padre uccidendolo probabilmente con un coltello. Immediatamente sono arrivate le forze dell’ordine e il personale di soccorso medico che non hanno potuto far altro che constatare il decesso. La vittima è un pensionato di 68 anni, Antonio Teoli. E’ accaduto intorno alle 22,30 di mercoledì 1 a Esperia, vicino a Ponteocorvo, in provincia di Frosinone. Sul corpo di Antonio Teoli sono state riscontrate quattro ferite all’addome. Subito dopo aver ucciso il padre, il ragazzo, anch’egli ferito dal genitore che a sua volta si è difeso con un altro coltello colpendo più volte il figlio, si è barricato in casa nel disperato tentativo di sfuggire ai carabinieri immediatamente giunti sul posto allertati dagli altri familiari. (Continua dopo la foto)








Un gesto disperato che è però durato pochi minuti. Poco dopo la mezzanotte, infatti, i carabinieri sono entrati nell’abitazione ed hanno bloccato il 30enne (del quale finora non sono state rese note le generalità) sottoponendolo a stato di fermo giudiziario, in attesa delle decisioni del magistrato Emanuele De Franco della procura di Cassino, anch’egli giunto sul posto. Subito dopo l’uomo è stato trasferito in ambulanza, scortata dai militari, presso l’ospedale “Santa Scolastica” di Cassino per le ferite riportate nella violenta colluttazione avuta con il padre. (Continua dopo la foto)





Qui è guardato a vista dai carabinieri. Meno di un mese fa a Cormano, nei pressi di Milano, si era verificato un duplice omicidio. Le vittime erano state un 65enne, la sua compagna 54enne e il figlio dell’uomo di 43 anni. A trovarli era stato il figlio minore del 60enne. A sparare era stato il 43enne, che è stato trovato riverso a terra con la pistola in mano. Avrebbe commesso il folle gesto perché era appena stato licenziato da suo padre dall’azienda di famiglia. (Continua dopo la foto)


 


Secondo gli investigatori, Maurizio Platini intorno alle 18:30 di lunedì aveva preso la sua 357 magnum regolarmente detenuta e ha sparato alla testa a suo padre Romano, titolare dell’azienda di famiglia. Poi ha puntato l’arma verso la compagna dell’uomo, Anita Salsi, ferendola mortalmente al collo e al petto. Infine si è sparato in testa.

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