“Ecco cosa gli è successo”. Morte Kaos, la verità sul cane eroe di Amatrice


 

La morte di Kaos, il cane eroe di Amatrice, Norcia e Campotosto, ha destato grande scalpore e commozione. Solo qualche giorno fa il suo addestratore, Fabiano Ettorre, sulla propria bacheca Facebook ha detto che l’animale è stato avvelenato. Ora, però, emergono alcuni dettagli che sembrano smentire la tesi dell’avvelenamento. Kaos, il cane eroe di Amatrice, sarebbe morto per cause naturali, probabilmente un infarto e non per avvelenamento come aveva sostenuto il suo padrone fin dall’inizio. Questi sarebbero i risultati dell’autopsia sul corpo dell’animale, come riporta Il Messaggero: ”In attesa dell’ufficialità dei referti – per alcuni di essi occorrerà un lasso di tempo molto lungo – che ha potuto esaminare in questi giorni la carcassa del pastore tedesco, all’istituto zooprofilattico di Teramo, non ha avuto molti dubbi. Il quadro è compatibile con quello di una morte naturale”. (Continua a leggere dopo la foto)



Per i risultati degli esami tossicologici, che potrebbero escludere definitivamente l’ipotesi avvelenamento, ci vorrà ancora del tempo. Ma l’autopsia sembra non lasciare dubbi. È morto a causa di una grave patologia acuta, forse cardiaca. Intanto il padrone di Kaos, il primo a parlare di avvelenamento, non ci sta e rilancia. “Non ci credo più a questa buffonata, penso che vista la grande risonanza qualcuno tenterà di mettere a tacere la storia. Hanno sequestrato la salma in un batter d’occhio e poi, dopo 48 ore, è stato imposto il silenzio assoluto. […] Alla fine vedrete diranno che è morto cadendo dal balcone”. (Continua a leggere dopo la foto)


Ettorre è ancora scosso per la morte del proprio animale: “Quando l’ho visto riverso ho pensato subito all’avvelenamento, senza farmi condizionare dal dolore che stavo provando. Ci ho riflettuto con attenzione e razionalità. Su Facebook – ha detto ancora l’uomo – posso scrivere ciò che voglio, anche d’istinto o di rabbia, ma dopo ho sempre parlato di presunto avvelenamento per il 99 per cento delle possibilità”. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Il suo contributo era stato fondamentale nel 2016, durante i soccorsi dopo il terremoto del centro Italia. Era abituato a scavare e a fiutare la presenza di umani negli inferni di macerie e detriti, e proprio a lui molti devono la vita. ”Ciao amico mio! Hai lasciato un vuoto incolmabile per mano di una persona meschina. Continua il tuo lavoro lassù, continua a cercare dispersi, a salvare vite umane”, aveva scritto l’addestratore a poche ore dal ritrovamento.

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