Choc nell’ospedale italiano: mancano medici e materiale, pazienti curati così


 

Questo è il classico caso in cui se non ci fossero le foto e la testimonianza di un medico verrebbe subito da pensare a una bufala, una fake news. Perché sembra davvero incredibile quello che sta succedendo in un ospedale italiano e invece, purtroppo, è tutto vero. Siamo al pronto soccorso dell’ospedale di Reggio Calabria e non ci sono né personale sufficiente né materiale a disposizione per curare i pazienti. Nello specifico mancano gessi e tutori. E se una persona si fa male nel tardo pomeriggio o di sera, allora si provvederà a medicarla ‘alla meno peggio’, con garze e pezzi di cartone, scrive il Corriere della Sera, che ha raccolto la testimonianza di un dottore che ha prestato servizio in quella struttura per quarant’anni e che ha ricevuto dai colleghi le foto di pazienti medicati in questo modo. Il medico, in pensione da qualche mese, si chiama Gianluigi Scaffidi e oggi è un rappresentante dell’Anaao, l’associazione dei medici ospedalieri, della Calabria. (Continua dopo la foto)



Lo vedete da soli nelle immagini arrivate al dottor Scaffidi: gambe, braccia e piedi dei malcapitati sono fasciati e tenuti rigidi con pezzi di cartone e garze, anziché con stecche, tutori o bende gessate. E non sarebbe un’emergenza dell’ultim’ora: “È una situazione che ormai non si vede più nemmeno in Africa e che invece succede nell’unico ospedale di una città italiana di 200.000 abitanti. E badate che non si tratta di una situazione occasionale: alcune foto sono state scattate due giorni fa, altre risalgono a qualche settimana”. (Continua dopo la foto)


Il Corriere della Calabria ha ricevuto la conferma di questa situazione dai vertici dell’azienda ospedaliera, che però non hanno voluto aggiungere altri dettagli. È il dottor Scaffidi a chiarire cosa sta succedendo al pronto soccorso reggino: “Il reparto di ortopedia è aperto solo fino alle 20, perché manca il personale che lo faccia funzionare. La sala gessi funziona solo in ortopedia, il pronto soccorso ne è sprovvisto. Così chi arriva con una frattura dopo le 20 deve attendere fino al mattino successivo l’arrivo degli specialisti. Ma al pronto soccorso mancano anche i tutori, le stecche rigide e le altre protezioni che facciano da rimedio momentaneo. Così il personale da qualche tempo si deve arrangiare con i pezzi di cartone”. (Continua dopo le foto)


 


Il Corriere aggiunge che la sanità calabrese è da tempo commissariata: il ‘buco’ si aggira attorno ai 100 milioni di euro e il personale medico deve quotidianamente fare i conti con la riduzione delle spese e degli sprechi. “Sarei anch’io preoccupato da questa esigenza – dice ancora il rappresentante dell’Anaao – ma ci sono limiti che non possono essere oltrepassati, livelli al di sotto dei quali non si può scendere: come si può privare un pronto soccorso dei materiali necessari a medicare una semplice frattura? E purtroppo questa, che sembra una barzelletta, è solo la punta dell’iceberg per un ospedale dove manca di tutto: materiali, apparecchiature, personale”.

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