West Nile, in Italia la prima vittima. I sintomi del virus trasmesso dalle zanzare


 

Un uomo di 77 anni, residente a Cento, già sofferente di problemi cronici cardiorespiratori, è morto all’ospedale ferrarese di Cona dopo aver contratto il virus West Nile, per una puntura di zanzara infetta. All’uomo, ricoverato per una caduta, è stata diagnosticata una meningoencefalite da West Nile. Il quadro, come spiega il Corriere, si è aggravato per problemi legati all’infezione e alla sua situazione critica, fino al decesso. Risulta fuori pericolo invece la donna di Fossalta di Piave alla quale era stata diagnosticata la febbre del Nilo. “È stata sempre lucida e presente, sembra abbia passato la fase critica. Ci vorrà ancora qualche giorno per dire di esserne uscita completamente”, ha spiegato il primario dell’ospedale di Treviso, Pier Giorgio Scotton. Poche ore prima della donna, il caso sospetto dell’uomo di Mira ricoverato per un’encefalite all’ospedale di Dolo. Nello stesso momento a un 59enne di Mellaredo di Pianiga con febbre alta e mal di testa è stata confermata la presenza del virus. (Continua a leggere dopo la foto)



Il giorno prima il ricovero di un 70enne di Cavarzere. Ma la zona più colpita è quella del Polesine. Un caso poi a Padova. E altri tre nella Bassa Padovana. Nella settimana che va dal 26 luglio al 1° agosto, saranno 67 le province con l’indice potenziale di infestazione di zanzara tigre più alto, in una scala di intensità che va da 0 a 4. Sono i dati del bollettino meteo zanzare di Vape Foundation divulgati dall’azienda Anticimex. In particolare, al Nord, le regioni più interessate dall’allarme saranno il Friuli Venezia Giulia con Gorizia, Pordenone e Udine a indice 4 e Trieste a 3. (Continua a leggere dopo la foto)


Nella classifica segue dalla Lombardia che registrerà i livelli più alti principalmente sui territori di Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Milano, Monza-Brianza, Pavia e Varese. Bergamo e Como seguono registrando un il livello medio-alto di 3. Sintomi – Il periodo di incubazione per la febbre del Nilo occidentale varia dai 2 ai 15 giorni circa (generalmente tra due e sei giorni) e nelle forme più leggere dura indicativamente da 3 a 6 giorni. Circa l’80% dei contagi nell’uomo si manifesta senza alcun sintomo, quando presenti sono invece molto simili all’influenza. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Febbre moderata, malessere generalizzato, diminuzione dell’appetito,
nausea, mal di testa, dolore oculare, mal di schiena, dolori muscolari, tosse, eruzioni cutanee, diarrea, linfonodi ingrossati e difficoltà a respirare. Nei casi più gravi si presenta febbre alta, encefaliti, tremori, allucinazioni, convulsioni e coma. Il virus West Nile viene trasmesso attraverso la puntura di zanzare quindi, maggiori sono i casi d’infezione e la quantità di zanzare nell’ambiente, maggiore sarà la probabilità di contrarre la malattia.

Virus Chikungunya salgono a 13 i casi registrati nella sola Roma. Ormai è psicosi per la zanzara che provoca la febbre “spaccaossa”