“È stato lui!”. Anziana sgozzata in casa, arriva la svolta nelle indagini


 

La donna era riversa sul lavandino della cucina, con varie coltellate, al collo e al torace, e alcune anche alle mani, segno che aveva tentato di difendersi dal suo assassino. A scoprire l’omicidio era stato il marito 90enne di Emma, Alfio Vichi, al ritorno da un giro in bicicletta per comperare il pane. Nessun segno di effrazione della porta di casa, un appartamento al terzo piano in una palazzina in via Verdi vicina al centro storico di Chiaravalle. C’erano cassetti aperti e rovistati e anche alcuni portagioie aperti. I carabinieri hanno arrestato il presunto autore dell’omicidio di Emma Grilli, l’85enne uccisa a coltellate in casa a Chiaravalle (Ancona) il 17 luglio scorso: si tratta di un 57enne, vicino di casa della vittima, affetto da ludopatia. Maurizio Marinangeli, questo il nome dell’uomo accusato dell’omicidio, ha portato due fedi nuziali, una catenina di oro bianco e due ciondoli ad un Compro Oro per 400 euro dove ha esibito il suo documento di identità. È stato così che gli investigatori sono risaliti fino a lui. (Continua dopo la foto)



Ma sull’uomo, affetto da ludopatia, si erano già concentrati i sospettiperché aveva fornito dichiarazioni sui suoi movimenti nella giornata dell’omicidio in contrasto con quelle di altri testimoni e spesso contraddittorie o non veritiere. L’arresto è avvenuto in esecuzione di un ordine di custodia cautelare del gip: omicidio aggravato da futili motivi e rapina aggravata le accuse.Una storia quella di Alessandro Lorena, 28 anni, autore – ormai tre anni fa – di un duplice omicidio per una manciata di denaro, 100 euro, trovati in un cassetto. (Continua dopo la foto)


I carabinieri lo avevano convocato come testimone, poi la verità. Era entrato in garage dove aveva colpito l’anziano, sorprendendolo alle spalle, con una mazzetta da muratore portata da casa. Poi era salito in casa dove la moglie lo aveva vitato a bere un caffè. Quando l’anziana si era alzata e si era girata, l’aveva aggredita con il filo elettrico di una lampada, strangolandola. E’ stato un suo errore a tradirlo: aveva raccontato di aver bevuto da solo il caffè. (Continua dopo la foto)


 


Invece due piattini e una sola tazzina con il Dna della vittima avevano insospettito gli investigatori.
Incalzato aveva ricostruito quanto accaduto: aveva confessato di essersi disfatto della sua tazzina e del cucchiaino buttandolo in un cassonetto sulla strada provinciale, perché erano gli unici due oggetti toccati senza indossare i guanti. Infine aveva portato i militari in un boschetto dove aveva gettato la mazzetta, usata per colpire l’anziano.

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