“Morto e feriti”. Inferno sull’autostrada delle vacanze nel primo weekend ‘caldo’


Tragico schianto sull’autostrada A14 nel tratto di strada compreso tra Ancona Sud e Nord. Erano da poco passate le 6.45 quando, per cause ancora accertare, un auto con alla guida un 27enne di origine svizzera avrebbe tamponato tamponato una cisterna che trasportava latte e che a sua volta ha urtato il veicolo che precedeva. Il 27 è morto sul colpo. Mentre quatto sarebbero i feriti. Sul posto sono intervenuti la Polizia Stradale di Fano, i vigili del fuoco, i mezzi del 118. Nonostante i soccorsi immediati, per il 27enne non c’è stato nulla da fare.Secondo il rapporto Aci-Istat 2017 le morti a causa di incidenti stradali sono aumentate (+2,9%), specialmente fra i motociclisti e pedoni (+11.9% e +5,3%). Calano il numero dei sinistri (-0,5%) e le multe per uso dello smartphone alla guidaLa notizia buona è che, seppure di poco, gli incidenti stradali in Italia sono diminuiti passando dai 175.791 del 2016 ai 174.933 dello scorso anno (-0,5%) e il numero dei feriti (246.750 erano 249.175 nel 2016: -1%). (Continua dopo la foto)



La notizia pessima è che sono aumentati dello 2,9 per cento i morti (3.378 contro i 3.283 del 2016) mentre è invariato il numero di feriti gravi (oltre 17.000: 5 ogni vittima, 68% uomini, 32% donne). Sono questi in sintesi i numeri più rilevanti dell’annuale rapporto Aci-Istat sugli incidenti stradali che suonano come un vero e proprio campanello di allarme . Anche perché allontana l’obiettivo del dimezzamento dei fissato dall’Unione europea chiede agli Stati membri il dimezzamento del numero di «lenzuoli bianchi» su strada da raggiungere entro due anni. (Continua dopo la foto)


Se si vuol vedere il bicchiere mezzo pieno si può considerare che a scendere da 5,3 a 5,1 è stato anche il rapporto feriti gravi/decessi. Non c’è da che rallegrarsi, però: i costi sociali degli incidenti sono stimati in 19,3 miliardi di euro ovvero 1,1 per cento del prodotto interno lordo. Le principali vittime degli incidenti sono gli anziani tra 75 e i 79 anni (263 morti: 7,8 % del totale). Riguardo al sesso, per gli uomini si rilevano picchi fra i 50 e i 54 e fra i 45 e i 49 (217 e 211). (Continua dopo la foto)


 


Mentre per le donne fra gli 80 e gli 84 per le donne. Lo scorso anno ci sono stati meno morti fra i bimbi nella fascia sino a 14 anni (43 rispetto ai 49 dell’anno precedente: -12,2%) ma, annotano i ricercatori, «siamo ancora molto lontani dall’obiettivo “vision zero” stabilito dal Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2020».
Il rapporto evidenzia sia il numero particolarmente alto di giovani tra 20 e 29 anni coinvolti in incidenti stradali (19,3%) sia tra i più anziani. Il rischio di rimanere coinvolti in un incidente risulta più elevato tra giovani e giovanissimi e inizia a decrescere solo dopo i 25 anni di età, per poi tendere ad aumentare nuovamente dopo i 70 anni. Andando nel dettaglio, cresce il numero dei tra i pedoni (600; +5,3%) e i motociclisti (735; +11,9%) che si confermano tra le categorie più a rischio. Gli utenti vulnerabili nel complesso rappresentano circa il 50% dei decessi (1.681 su 3.378). Se si considerano i mezzi, 1.464 vittime hanno perso la vita mentre erano al volante o erano passeggeri di autovetture (-0,4%), 254 in bici (-7,6%), 92 su ciclomotori (-20,7%).
Nel 2017, poi, è sceso il numero di incidenti su alcune arterie (130.461; -0,5% su strade urbane; 35.077, -0,7% su quelle extraurbane), mentre è aumentato in autostrada, (9.395; +0,4%), analogamente sono diminuiti anche i feriti in città e sulle strade extraurbane (174.612 e 56.294 rispetto a 176.423 e 56.962 del 2016, pari a -1%, e -1,2%). Crescono, invece, (+8,0%) i morti su autostrade (incluse tangenziali e raccordi) e strade extraurbane (+4,5%), mentre diminuiscono (-5,8%) quelli all’interno dei centri abitati dei grandi Comuni.

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