Monia muore mentre va al lavoro. E lascia un figlio di 11 anni


 

È morta mentre andava al lavoro in un drammatico incidente stradale. Uno schianto terribile e che non le ha lasciato scampo avvenuto nella giornata di lunedì 23 luglio 2018 nella provincia di Vicenza. Si chiamava Monia Nalin, aveva quarantasei anni ed era residente a Boschi Sant’Anna, nel Veronese. Come riporta il quotidiano l’Arena, che pubblica anche le immagini, Nadia era sposata e aveva un bambino di undici anni. L’incidente mortale è avvenuto mentre la donna andava a lavoro: la donna lavorava infatti come impiegata nel Vicentino. È morta praticamente sul colpo la quaranteseienne che, stando a una prima ricostruzione e per cause ancora in via di accertamento, nella tarda mattinata di lunedì ha perso il controllo della sua Alfa Romeo 147 andando a sbattere violentemente contro un terrapieno. I soccorsi sono stati immediati. Intorno alle 13,15 sul posto, in via Pezze Lunghe a Pojana Maggiore, sono intervenuti i vigili del fuoco e il personale sanitario del Suem 118. (Continua dopo la foto)



La squadra dei vigili del fuoco di Lonigo ha messo in sicurezza l’automobile, mentre gli operatori sanitari soccorrevano la donna. È intervenuta anche l’eliambulanza, ma i tentativi di rianimare Monia si sono rivelati inutili, purtroppo. Il personale medico non ha potuto far altro che dichiarare il decesso della donna. Sul luogo dell’incidente stradale anche la polizia locale per i rilievi e per deviare il traffico in modo da consentire l’intervento dei mezzi di soccorso. (Continua dopo la foto)


Monia, che aveva quarantasei anni e lascia un figlio di undici, è l’ultima vittima di un già tragico bilancio sulle strade italiane per questa estate 2018. Stando all’annuale rapporto Aci-Istat sugli incidenti stradali, come riporta il Corriere della Sera, in Italia sono diminuiti gli incidenti, passati dai 175.791 del 2016 ai 174.933 dello scorso anno (-0,5%), e il numero dei feriti (246.750 erano 249.175 nel 2016: -1%), ma sono aumentati del 2,9 % i morti (3.378 contro i 3.283 del 2016). Invariato, invece, il numero di feriti gravi (oltre 17.000: 5 ogni vittima, 68% uomini, 32% donne). (Continua dopo la foto)


 


I motivi, si legge ancora sul CorSera, sono molteplici e in testa rimane la distrazione, poi il mancato rispetto della precedenza o del semaforo e quindi la velocità troppo elevata (complessivamente il 40,8% delle circostanze). Tra le altre cause più rilevanti anche la distanza di sicurezza (21.463), manovra irregolare (15.932), comportamento scorretto del pedone (7.204): rispettivamente il 9,6%, il 7,1% e il 3,2% del totale.

Ancora una tragedia sulle strade italiane. Schianto tremendo: Davide muore a 31 anni