“Non è un caso”. Sergio Marchionne, le ultime parole strazianti il giorno del ricovero. Cosa ha detto prima del coma irreversibile. Pelle d’oca


 

Sergio Marchionne sta vivendo le sue ultime ore di vita: sono 3 settimane che l’ex Ceo di Fca è ricoverato in clinica in Svizzera dopo un’operazione alla spalla destra per cui era previsto un breve periodo di convalescenza. Poi, però, le sue condizioni di salute sono precipitate e ora Marchionne è in coma irreversibile. Ora che non c’è più nulla da fare il presidente del gruppo Campari Luca Garavoglia ha inviato una lettera al Corriere della Sera. Lettera – che il giornale ha pubblicato – in cui ovviamente parla di Sergio Marchionne. Racconta ciò che pensava di lui, racconta quel che ha capito su quell’uomo le cui scelte, spesso, hanno fatto discutere. Marchionne e Garavoglia si sono conosciuti nel 2003 quando “siamo stati cooptati assieme nel consiglio di amministrazione dell’allora Fiat, presieduto da Umberto Agnelli”, ha scritto nella lettera. I due per un anno sono stati nel comitato audit, “da cui si potevano osservare aspetti e angoli del gruppo non evidenti dalla lettura dei conti pubblicati”. Continua a leggere dopo la foto








E ha aggiunto: “Sergio, praticamente, non aprì mai bocca. Per questo, quando fu chiamato a sostituire Giuseppe Morchio, a seguito delle note vicende, avevo colto che fosse uomo di rara intelligenza e cultura, ma non potevo dire di avere particolare fiducia che sarebbe riuscito in quella che sembrava a tutti gli effetti una missione impossibile. Mi resi poi conto che taceva non perché avesse poco da dire, ma perché aveva già capito tutto. Sapeva che Giuseppe Morchio non ce l’avrebbe fatta e che lui lo avrebbe rimpiazzato”, sottolinea Garavoglia. Continua a leggere dopo la foto




“Senza cadere in tentazioni agiografiche, posso dire di avere visto Sergio discutere da pari con i revisori sull’estremo dettaglio dei principi contabili – scrive ancora Garavoglia – dimostrando una competenza che anche a quei livelli non poteva che lasciare sbalorditi”. E ancora: “Ogni euro dei suoi assai ragguardevoli compensi è stato pienamente meritato; è il capitalismo, bellezza”. Per chiudere la lettera il manager fa una considerazione relativa all’ultima apparizione di Marchionne. Continua a leggere dopo la foto


 

Quella per la consegna della jeep ai Carabinieri. Quel giorno Marchionne apparve davvero provato. E infatti fu ricoverato in Svizzera il giorno stessa. Si vedeva che non stava bene. “La vita però è strana – conclude -. L’ultimo suo atto è stata la consegna di una vettura ai carabinieri. E quel video in cui chiede al cane poliziotto se riconosce il figlio di un uomo dell’arma è, alla luce di quanto accaduto, commovente alle lacrime. Difficile pensare che sia stato un caso”.

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