“Mamma, adesso ti ammazzo”. Orrore a Vercelli, una scena terribile


 

“Dammi i soldi, mi servono per pagare i debiti di gioco”. Aveva sviluppato col passare del tempo una vera e propria ludopatia, una fortissima dipendenza che lo spingeva a spendere cifre crescenti finendo per rimetterci puntualmente. Una situazione diventata col passare del tempo insostenibile, fino a quando non si è trasformata in una tragedia: quando la madre si è rifiutata di assecondare le sue richieste, Caleb Merlo avrebbe perso la testa e l’avrebbe uccisa brutalmente. Picchiandola fino alla morte, come raccontato dal Corriere della Sera. Il fatto è accaduto a Vercelli. L’uomo, 30enne originario del Camerun, era stato adottato dalla famiglia Merlo, molto conosciuta in città. Non era la prima volta che chiedeva un prestito alla madre adottiva, l’insegnante vercellese Paola Merlo, 66anni. Soldi che usava per giocare d’azzardo e che non bastavano mai, visto anche sue ristrette condizioni economiche e la mancanza di lavoro. (Continua a leggere dopo la foto)



Martedì scorso, dopo una violenta lite con la madre, l’uomo l’avrebbe aggredita brutalmente. Una svolta arrivata solo nelle ore successive, con i risultati dell’esame autoptico che hanno portato in stato di fermo il figlio adottivo, Ndong Caleb Longku Merlo, trentenne originario del Camerun (è nato a Fundong), con l’accusa di omicidio aggravato. L’indagine è condotta dalla polizia guidati dal procuratore generale di Vercelli e dal sostituto procuratore, oltre che dal questore Rosanna Lavezzaro. (Continua a leggere dopo la foto)


Era stato proprio l’uomo, martedì scorso, ad avvertire il 118. Agli infermieri aveva raccontato di aver trovato la madre morta in bagno, forse in seguito a una caduta dalle scale durante alcuni lavori domestici. Ma a quella versione non ha mai creduto la procura di Vercelli. La polizia, per niente convinta, aveva così iniziato a indagare sul caso. Era martedì 10 luglio e poco prima l’insegnante vercellese, che a settembre sarebbe andata in pensione, aveva mandato un sms proprio al figlio. (Continua a leggere dopo la foto)


 

Il 30enne è conosciuto a Vercelli per essere il fondatore dell’associazione “Valori Dimenticati”, che si occupa dei temi dell’integrazione. Paola Merlo, la vittima, aveva iniziato la sua carriera di insegnante nel 1973, come supplente, per essere poi nominata di ruolo nel 1981. Aveva insegnato a Pezzana e alla “Gozzano” di Vercelli. Era conosciuta anche per essere stata sindacalista e avrebbe dovuto festeggiare la pensione il prossimo settembre.
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