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La situazione migranti continua a mettere in subbuglio gli equilibri europei e soprattutto quelli italiani. Anche la Germania prenderà 50 dei 450 migranti che sono a bordo di due navi di Gdf e Frontex. Lo rendono noto fonti di governo che definiscono i segnali che arrivano da altri Paesi Ue “un successo”. Ieri il premier Giuseppe Conte aveva fatto sapere che Francia e Malta si sarebbero fatte carico di 50 migranti a testa. “È il primo importante risultato ottenuto oggi, dopo una giornata di scambi telefonici che ho avuto con tutti i 27 leader europei”, aveva dichiarato. Ma la Repubblica Ceca non ci sta. “Ho ricevuto la lettera del premier italiano Conte in cui chiede all’Ue di occuparsi di una parte delle 450 persone ora in mare. Un tale approccio è la strada per l’inferno”, scrive su Twitter Andrej Babis, il premier della Repubblica Ceca, uno dei Paesi del gruppo di Visegrad. “Il nostro Paese – prosegue – non riceverà alcun migrante. L’unica soluzione alla crisi migratoria è il modello australiano, cioè non fare sbarcare i migranti in Europa”. Si tira indietro anche l’Ungheria: “Non accogliamo nessuno. Gli elettori ungheresi si sono espressi chiaramente alle ultime elezioni: non vogliono vivere in un paese di immigrati”, ha dichiarato Istvan Hollik, portavoce del gruppo parlamentare di Fidesz, il partito del premier Viktor Orban. (Continua a leggere dopo la foto)



“Gli ungheresi rifiutano il piano Soros”, ha aggiunto, definendo “navi Soros” quelle che salvano migranti in mare. “Questa è la solidarietà e la responsabilità che abbiamo sempre chiesto all’Europa e che ora, dopo i risultati ottenuti all’ultimo Consiglio europeo, stanno cominciando a diventare realtà”, scrive su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Malgrado la decisione della Germania di accettare 50 dei 450 migranti, “Da parte dell’Italia non è stata data alcuna disponibilità ad accettare i secondary movements provenienti dalla Germania – spiegano fonti del governo – D’ora in poi si lavorerà in un’ottica europea multivello capace di recepire i principi di condivisione e responsabilità reciproca così come prevedono le conclusioni dell’ultimo consiglio europeo”. (Continua a leggere dopo la foto)


Intanto Sono scesi almeno una cinquantina tra donne e bambini dalle imbarcazioni della Guardia di Finanza e di Frontex ormeggiate nella rada di Pozzallo. Sull’imbarcazione della Gdf ci sono 266 migranti di nazionalità eritrea (180), 44 dalla Somalia, 5 dalle Isole Comore, 2 dall’Etiopia, 13 dalla Nigeria, 11 dal Madagascar, 4 dalla Palestina, 3 dalla Siria, 3 dalla Costa d’Avorio ed uno dal Sudan. Sulla nave di Frontex ci sono 185 migranti: 107 di nazionalità eritrea, 50 somali, 10 dal Camerun, 6 dalla Libia, 4 dal Bangladesh, 4 dalla Nigeria, 2 dall’Algeria, 1 dall’Egitto, 1 dalla Tunisia. “Speriamo che la situazione si possa sbloccare al più presto possibile, a bordo delle due navi ci sono persone che soffrono e non merci. Al momento non abbiamo alcun segnale”, ha detto il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna. (Continua a leggere dopo la foto)


 

“Noi abbiamo un sistema di accoglienza ormai collaudato ed efficiente – aggiunge il sindaco – ma abbiamo bisogno di tempo per metterlo in funzione a pieno regime. Quello che sta accadendo è incredibile, sulle navi ci sono persone che hanno bisogno di assistenza e di luoghi adatti a cure e riposo. Speriamo che la situazione si sblocchi al più presto”. Intanto la nave Open Arms dell’ong spagnola Proactiva Open Arms sta di nuovo dirigendosi verso la Sar libica. È quanto segnalato sul sito Marine Traffic, che monitora le rotte delle navi. L’imbarcazione risulta seguita a breve distanza dallo yacht Astral, della stessa ong. “Anche se l’Italia chiude i porti – scrive su Facebook l’organizzazione non governativa – non può mettere le porte al mare. Navighiamo verso quel luogo dove non ci sono clandestini o delinquenti, solo vite umane in pericolo. E troppi morti sul fondale”.

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