“È successo al funerale di Marco”. Muore dopo la maturità: il gesto commovente


 

Un sereno e caldo giorno d’estate è rovinato da una notizia tremenda che ha gelato il sangue di tutti. È infatti impossibile restare indifferenti di fronte a quanto accaduto a Marco in uno dei giorni più belli della sua vita. Morire a 19 anni per un incidente stradale in auto. Un destino tremendo. Così se n’è andato Marco Coletta. Era studente e aveva appena discusso la tesina della prova orale all’esame di maturità, all’istituto Ipsia “Guglielmo Marconi” di Cavarzere. E proprio dopo quella prova era salito sulla sua Seat Ibiza ed aveva imboccato la regionale 516, per tornare a casa, ad Arzerello, dove abitava. Una strada che percorreva tante volte per raggiungere la sua scuola, ma che è diventata per lui una trappola mortale. Marco Coletta era nato a Piove di Sacco, ma risiedeva ad Arzerello, frazione di Piove. Secondo i primi accertamenti, il giovane ha sbandato all’altezza dell’abitato di Pegolotte, sede municipale del comune di Cona. Per il giovane non c’è stato niente da fare. Ieri si sono celebrati i funerali del giovane nella chiesa della Madonna Addolorata di Arzerello. (Continua a leggere dopo la foto)



Un momento molto commovente raccontato dal quotidiano locale La Nuova di Venezia e Mestre. Il feretro è stato accolto soprattutto da tanti ragazzi che per l’amico hanno preparato sul sagrato un lenzuolo pieno di firme e un collage di fotografie dei momenti più belli condivisi insieme. Dai ricordi di amici, compagni di scuola e insegnanti è emersa la descrizione di un giovane che amava follemente la vita, indomito, a tratti incontenibile, libero, appassionato e con un sorriso sempre stampato sul volto e che sapeva regalare con generosità a chiunque. Per ultima è stata data lettura di alcune righe scritte da mamma Loredana. (Continua a leggere dopo la foto)


Un momento toccante. «Sei sempre stato un discolo», ha ricordato parlando del suo piccolo, «nemmeno le suore all’asilo riuscivano a controllarti. Ti ripetevo sempre di andare piano, ogni giorno. Ti vorrò comunque sempre tanto bene». Ai genitori è stato consegnato il diploma. A metterlo sull’altare è stata la vicepreside Frediana Fecchio, tra le ultime a vederlo prima che salisse in auto. “Ce l’ha fatta”, ha detto la docente rivolgendosi soprattutto a papà Antonio, “ottenendo una votazione di 64/100 grazie soprattutto a uno splendido esame orale che ha favorevolmente colpito la commissione”. (Continua a leggere dopo la foto)


 


“Voglio però ricordarti com’eri”, ha poi aggiunto parafrasando la “Canzone per un’amica” di Guccini, “pensare che ancora vivi, e che ancora sorridi”. All’uscita dalla chiesa, ad attendere la bara, oltre a tanta gente, c’erano tanti palloncini bianchi che sono stati lasciati liberi di librarsi nel cielo azzurro insieme con altri argentati modellati a cuore e altri con le lettere del nome “Marco”.

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