“Ci siamo quasi”. Mistero di Cervinia, a 13 anni dal ritrovamento dell’uomo, la svolta. A “Chi l’ha visto?” l’invito della Polizia: “Adesso ci serve il vostro aiuto”


 

È sempre merito di Federica Sciarelli quando un vecchio e importante caso, torna in auge dopo anni di silenzio. Parliamo dell’agghiacciante (lasciatecelo dire, almeno in questo caso) vicenda dello sciatore ritrovato il 22 luglio del 2005 a quota 3100 metri, su un ghiacciaio in Valtournenche in località Cime Bianche, Val d’Aosta. Il programma “Chi l’ha visto?” infatti ha fatto sapere, tramite l’ultimo servizio in onda, che la Polizia di Stato ha chiesto l’aiuto degli spettatori per identificare i resti dello sfortunato sciatore. Dopo un´indagine storico- scientifica gli investigatori hanno consegnato i risultati delle perizie iniziate nel 2017. I resti appartengono a un uomo, alto 1.65 circa, che presenta un´età probabile di circa 30 anni; sulla camicia verde che indossava sono ricamate due iniziali, “M.M.”. Per stabilire il periodo della morte le indagini si sono basate sulla perizia di una moneta da cinque lire, coniata tra il 1946 e il 1950, trovata nella tasca dei pantaloni da sci. Il periodo della morte risalirebbe quindi a non prima dell´inverno del 1950. (Continua dopo il video e la foto)



Altri oggetti fanno pensare che l’uomo potesse avere una vita agiata e che probabilmente non fosse italiano. Per questo le ricerche in Italia finora non hanno dato esito. Gli oggetti sono: un paio di sci Rossignol Olimpique numero 7200-210, un modello degli anni ’40 o ’50. I bastoncini ritrovati vicino al corpo, in metallo e non in bambù costituiscono un altro particolare di lusso che rileverebbe le condizioni economiche agiate dell´uomo. C’è infine un orologio Omega che riporta un numero seriale, 11666171; sarebbe stato venduto l’8 febbraio 1950: era destinato alle colonie francesi come Tunisia, Algeria e Marocco e farebbe pensare che, con ogni probabilità, lo sciatore potesse essere di nazionalità francese. (Continua dopo la foto)


Gli occhiali ritrovati nel taschino dicono che chi li portava era miope, soprattutto dall’occhio destro. È stato ritrovato, inoltre, un carnet da 60 corse per la funivia Breuil-Plan Maison. Sono passati sessant’anni. Qualcuno, in questi oggetti, potrebbe ricordare un padre, un fratello, un nonno o un amico? Questo è il messaggio che lanciano dal programma di Federica Sciarelli, coordinati dalla Polizia di Stato. Trovare indizi su persone scomparse, anche per sentito dire, potrebbe trovare facile riscontro se confutate da prove alle quali la polizia potrebbe dare facilmente adito. (Continua dopo le foto)


 


Un motivo d’orgoglio ma soprattutto un dovere per le forze dell’ordine, dare un nome a quest’uomo, poter ridare i suoi resti alla famiglia e infine poterlo far seppellire dai suoi cari. “M.M.” queste le iniziali dell’uomo, tutto potrebbe partire da qui.

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