“Aiutatemi!”. Choc a Siena, bambina di tre anni cade in un pozzo. La mamma si getta per aiutarla: storia da brividi


 

San Quirico d’Orcia, comune della provincia di Siena, ha vissuto un vero e proprio dramma: opolazione col fiato sospeso e poi la notizia incredibile. Una tragedia evitata grazie al coraggio di una mamma. Una bambina di tre anni è caduta in un pozzo cisterna di un’abitazione, e ha rischiato di annegare. È stata però salvata dall’intervento della mamma, che si è buttata nel pozzo e l’ha tenuta con la testa fuori dall’acqua, e di un passante che si è calato con una fune dentro il pozzo per cercare di salvarla. E’ successo a San Quirico d’Orcia, nel Senese, dove nel primo pomeriggio una bambina è scivolata in un pozzo profondo 7 metri all’interno della sua abitazione. Al momento della caduta il pozzo sarebbe stato aperto poiché una pompa stava tirando fuori acqua come spesso accade nelle ore più calde d’estate dove in molti comuni l’acqua corrente scarseggia. La mamma, dopo essersi gettata nel pozzo dove c’erano ancora 2 metri d’acqua, non riusciva a uscire. (Continua a leggere dopo la foto)  








A quel punto, solo grazie a un passante, avvertito da alcuni vicini, è stato possibile mettere in sicurezza mamma e bimba: l’uomo con una fune si è calato nel pozzo e le ha portate fuori. Sul posto carabinieri, vigili del fuoco e sanitari del 118 e con il Pegaso. La bambina, secondo quanto riferito, ha riportato solo un forte shock e una leggera ipotermia: è in ospedale ma solo per accertamenti. È fuori pericolo e non ha conseguenze gravi in seguito a questo tremendo incidente. (Continua a leggere dopo la foto)




Fatti di questo tipo riportano per forza con la mente a tragici eventi di questi ultimi anni e al più clamoroso di tutti, quello di Alfredino Rampi del 1981. Ricordiamo come poco tempo fa un bambino di cinque anni, Florin Petru Strambu, è morto cadendo in un pozzo, a Corinaldo, paesino di cinquemila abitanti in provincia di Ancona. La tragedia, che ricorda, anzi ricalca, terribilmente quella del giugno 1981 in cui a Vermicino perse la vita il piccolo Alfredino Rampi (quando tutti gli italiani restarono incollati alla tv nella speranza di un lieto fine che poi non arrivò) è avvenuta mentre il piccolo si trovava in un frantoio insieme al padre e alla zia. (Continua a leggere dopo la foto)


 

Precipitò in un pozzo che conteneva gli scarti di lavorazione delle olive. Come a Vermicino, i soccorritori si sono prodigati per estrarre il piccolo da quel buco nero. E come a Vermicino, uno di loro, un sommozzatore del 115, si è sentito male per le esalazioni provenienti dal pozzo in cui fermentavano le olive da macerare. Quando medici e pompieri sono finalmente riusciti ad afferrarlo, il bimbo, figlio di rumeni ma nato in Italia, era ancora vivo. Respirava, anche se debolmente. Sul posto è stato fatto un tentativo di rianimazione, poi è stato portato di corsa all’ospedale della vicina Senigallia. Dove però è morto alle 20.25.

 

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