“Amore, sto male”. Daniela, 38 anni, muore così. A stroncarle la vita un gesto fatto centinaia di volte, come molti di noi. Una storia tanto triste quanto assurda


Avevano deciso di passare la giornata in casa. Il meritato riposo dopo una settimana di lavoro. Poi in mezzo ad un po’ di zapping televisivo, un libro e un’occhiata a una rivista Daniela ha visto arrivare uno dei suoi amici a quattro zampe. Il pelo deve esserle sembrato un po’ ispido, così ha deciso di spazzolarlo. Un’operazione che Daniela aveva fatto più volte, ma quel pomeriggio ha inziato a sentirsi male. In breve tempo la situazione si è aggravata e la mamma ha avuto un violento attacco d’asma che non le ha dato scampo.Pare che la donna sapesse di essere allergica, ma aveva sempre controllato la sintomatologia ed era sempre riuscita ad evitare forti attacchi. Quando ha chiesto aiuto al marito, l’uomo l’ha subito aiutata, sapendo cosa fare visto che conosceva il problema della moglie. Però dopo l’iniezione di cortisone la situazione non sembrava migliorare, così ha chiamato un’ambulanza, ma all’arrivo dei soccorsi per Daniele non c’è più stato nulla da fare. La diagnosi è stata shock anafilattico, anche se sarà l’autopsia a chiarire tutto. (Continua dopo la foto)







Per chi non lo sapesse lo shock anafilattico è una rapida sequenza di eventi, per lo più scatenata dal contatto di anticorpi IgE con un allergene, che si sviluppa improvvisamente e può mettere in pericolo la vita del paziente.
La pressione si abbassa, il respiro si fa difficoltoso in quanto il polmone è preda di un attacco asmatico grave e la pelle può presentare orticaria o angioedema. È scatenato da una massiva liberazione di istamina e di altri mediatori dell’infiammazione allergica da parte di cellule presenti in vari organi (mastociti) e nel sangue (basofili). L’istamina e gli altri mediatori determinano una reazione infiammatoria e vasomotoria generalizzata a tutto l’organismo. (Continua dopo le foto)





 


In genere la liberazione è scatenata dal contatto tra un allergene e gli anticorpi IgE presenti sulla superficie dei mastociti e dei basofili. Se l’infiammazione si estende alla laringe e alle corde vocali (glottide), incombe il rischio di una ostruzione totale del passaggio del respiro. In alcuni casi i meccanismi non sono ancora ben definiti e si parla di reazioni anafilattoidi o di anafilassi idiopatica. Il trattamento precoce è molto importante, mentre l’anafilassi acuta è troppo spesso sottovalutata o non trattata in modo appropriato. L’adrenalina rappresenta il farmaco salvavita e deve avere un ruolo centrale nel trattamento acuto dell’anafilassi; quando è indicata, può essere somministrata a tutti i bambini a qualsiasi età genitori dei bambini a rischio di shock anafilattico devono tenere sempre con sé una di queste fiale e non esitare a utilizzarla se compaiono sintomi minacciosi.

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