“Mentre Marco moriva…” Caso Vannini, ora parlano i vicini. Nuove rivelazioni che gettano un’ombra ancora più nera sul caso


Sono passate poche settimane dalla sentenza di primo grado che ha condannato a 20 anni per omicidio volontario Antonio Ciontoli, l’uomo ritenuto responsabile della morte di Marco Vannini. La Prima Corte di Assise aveva inoltre punito con 3 anni la moglie di Cintoli, Maria Pezzillo, e i figli Martina e Federico, tutti ritenuti colpevoli di omicidio colposo. Assolta, invece, la fidanzata di Federico Ciontoli, Viola Giorgini, che era accusata di omissione di soccorso. Il Tribunale di Roma aveva disposto inoltre una provvisionale di 200mila euro in favore dei genitori di Marco Vannini. La sentenza era stata accolta da forti proteste da parte delle molte persone presenti in aula per assistere all’udienza del processo che ha avuto grande eco mediatica. “Vergogna”, “basta con questa giustizia”, “schifosi”. Per Antonio Ciontoli il pm Alessandra D’Amore aveva chiesto una condanna a 21 anni di carcere, 14 invece per la moglie Maria e i due figli. Ieri la storia si è arricchita di un nuovo capitolo grazie a un servizio de Le Iene a firma di Giulio Golia. (Continua dopo la foto)



Il giornalista mostra cosa le telecamere di sicurezza hanno ripreso prima dell’interrogatorio dei Ciontoli ed evidenziano come la famiglia, i fratelli e la fidanzata di Federico, si siano accordati per dare una versione unica di come si siano svolti i fatti. Nel servizio vengono riportate anche le telefonate fatte al 118: la prima in cui viene solo detto che un ragazzo ha avuto un malore e che si è ripreso, e una seconda in cui viene detto che è scivolato su qualcosa di appuntito.Una volta in ospedale si capisce cosa sia accaduto, il ritardo dei soccorsi non ha però permesso che Marco potesse salvarsi e tutta la famiglia Ciontoli finisce sotto indagine. (Continua dopo le foto)



 


Gli stessi vicini di casa, scrive Leggo, hanno avuto dei sospetti la notte dell’omicidio e quando la moglie di Antonio Ciontoli, accusato di aver ucciso Marco, va da loro, viene registrata. I vicini dicono di aver sentito lo sparo e il ragazzo lamentarsi e chiedere scusa a Martina, ma la donna nega e dice che hanno sentito male e frainteso con un altro nome. Ma perché Marco avrebbe dovuto chiedere scusa a Martina?Un altro aspetto che non torna è il fatto che di Marco non si è mai trovata la sua maglietta, proprio su quella potrebbe esserci la prova schiacciante e Antonio, che è un militare forse lo sa?. La polvere da sparo però non è presente solo su di lui, ma anche su Martina e Federico, che dimostra che al momento dell’omicidio erano presenti. La vicenda resta confusa e la famiglia Vannini continua a chiedere giustizia.

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