Banca Etruria, nuovi sviluppi sul caso del pensionato suicida: “Ecco quali titoli aveva realmente comprato Luigino”


 

I titoli subordinati di Banca Etruria, il cui valore è stato azzerato, in mano al pensionato di Civitavecchia Luigino D’Angelo, morto suicida lo scorso 28 novembre, erano stati emessi nel 2006 e sono stati da lui comprati all’inizio del 2013 sul mercato secondario. L’uomo, quindi, non sarebbe stato ”spinto” dalla banca nella rete di filiali dando disposizioni ai propri dipendenti.

È quanto spiegano fonti finanziarie secondo cui l’istituto aveva già collocato nel 2006 questi titoli per soddisfare i propri bisogni di capitale e quindi l’iniziativa, nel caso, è stata presa dall’ex dipendente dell’istituto su cui pende un’indagine penale in fase di istruttoria su un altro tema e che sarebbe alla base del suo licenziamento.

Circostanza questa che impedisce all’istituto di Arezzo di rilasciare commenti ufficiali in merito al procedimento giudiziario. Il mercato secondario è quel mercato dove le obbligazioni vengono scambiate spesso a forte sconto rispetto all’investimento iniziale.

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