“Perché non esci?”, ma quando apre la porta, l’orrore. La sorella cerca disperatamente di far uscire dalla cameretta suo fratello di appena 12 anni, ma quando guarda dallo spioncino si trova di fronte una scena agghiacciante: un altro terribile caso tutto italiano


 

Una brutta, terribile storia che ci arriva da Torino, dove un ragazzino di 12 anni è morto poco dopo mezzanotte all’ospedale Maria Vittoria. Era arrivato su un’ambulanza del 118 dopo essere stato ritrovato nella sua camera da letto con un laccio intorno al collo. La corda era legata al letto a castello. Non è ancora chiaro se si tratti di un suicidio o di un gioco finito in tragedia, ma gli investigatori hanno trovato un biglietto o una pagina di un diario con la frase “Voglio sparire”. Il bambino è stato soccorso dal 118 già in gravissime condizioni. È arrivato in ospedale intubato e in stato di incoscienza. I medici hanno provato a rianimarlo ma si sono dovuti arrendere. A scoprire la tragedia è stata la sorella quindicenne del ragazzino che, avendo notato che il fratello si era chiuso in camera, ha cominciato a bussare e a chiamarlo e poi, guardando dallo spioncino, lo ha visto penzolare dal letto. Sui fatti, avvenuti in corso Cincinnato, nel quartiere Lucento-Vallette, indaga la polizia. “Aveva festeggiato il compleanno venerdì, a scuola, con i suoi amici. Era un ragazzo sereno, ben inserito. (Continua dopo la foto)








Non riesco davvero a trovare spiegazioni”. Così la dirigente scolastica dell’istituto frequentato dal dodicenne. “La nostra è una realtà complessa – spiega la preside – ma lui non ha mai dato motivo di preoccupazione o allarmismo”. Il giovane, spiega ancora, “frequentava l’indirizzo musicale e suonava il violino. Aveva anche una simpatia per una compagna, cose da ragazzi. Abbiamo avvisato gli studenti e le loro famiglie e abbiamo attivato il servizio di ascolto psicologico. Come docenti ci interroghiamo sulle fragilità dei ragazzi. È una tragedia che ci lascia senza parole, che scuote tutti. Ho visto professori piangere come bambini”. Il giovane, spiega ancora, “frequentava l’indirizzo musicale e suonava il violino. Aveva anche una simpatia per una compagna, cose da ragazzi. (Continua dopo la foto)





 

Abbiamo avvisato gli studenti e le loro famiglie e abbiamo attivato il servizio di ascolto psicologico. Come docenti ci interroghiamo sulle fragilità dei ragazzi. E’ una tragedia che ci lascia senza parole, che scuote tutti. Ho visto professori piangere come bambini”. Un altro caso che ora turba una nazione intera e che fa sorgere dei dubbi sacrosanti: “Cosa ha spinto un ragazzino di 12 anni a farla finita?”, ma anche “Era vittima di bullismo o di violenze?”, e ancora: “Quante cose non sappiamo o ignoriamo sulla vita di quel povero grande bambino?”. Tutte domande che meritano senza dubbia una celere risposta.

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