“Trovati morti”. Vicenza, erano due ex militari Usa. La città è sotto choc: a fare la scoperta è stato il sacerdote, il quale poi ha fatto una sconvolgente confessione sui due


 

Nel giorno di Pasquetta una notizia sconvolgente arriva a turbare l’Italia. I corpi senza vita di una coppia di coniugi americani sono stati ritrovati nel pomeriggio intorno alle 15:30, in una abitazione in via Nicoletti a Pozzoleone, nel vicentino. In base alla prima ricostruzione, l’uomo ha ucciso la moglie, forse strangolandola, e poi si è tolto la vita con una coltellata alla gola. La donna, casalinga, aveva 44 anni, il marito ne aveva 48. I due erano ex soldati della base Usa di Vicenza, ora civili. L’uomo probabilmente lavorava alla caserma Ederle. A fare la scoperta è stato il prete del comando Usa, insospettito dalla mancata risposta alle sue telefonate. Il sacerdote, subito dopo, ha fatto una confessione che sarà sicuramente utile per le indagini anche se il caso sembra molto chiaro. (Continua a leggere dopo la foto)



Il prete ha detto che l’uomo era depresso da tempo e per questo stava cercando aiutarlo, fornendogli il suo sostegno. Il cadavere della moglie è stato ritrovato a letto, senza ferite evidenti. Quello del marito è stato rinvenuto in bagno, in una pozza di sangue, secondo quanto hanno raccontato i carabinieri giunti sul posto, insieme alla Military Police statunitense. Anche a Mantova gli inquirenti sono al lavoro nel tentativo di fare luce su quanto accaduto a Pegognaga, per un caso molto simile.Una coppia avrebbe deciso di farla finita, uccidendosi con una corda legata alle scale della loro abitazione, con la quale sarebbero morti impiccati. (Continua a leggere dopo le foto)



 

 

Prima del tragico gesto, però, avrebbero tentato di uccidere la loro figlioletta di 6 anni, ricoverata in stato di choc al Carlo Poma. La prima ipotesi è che marito e moglie volessero farla finita. Si tratterebbe quindi di un suicidio di coppia. Nelle ore successive alla tragedia, la piccola ha raccontato di essere stata aggredita dai genitori, prima di perdere i sensi, ma al momento non ricorderebbe ancora tutto quello che è realmente successo. I lividi riscontrati sul collo, infatti, non è detto che si riferiscano all’episodio precedente alla morte di marito e moglie. Da una prima ispezione nell’abitazione non sarebbe stato trovato alcun biglietto che spiegasse il gesto estremo.

 

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