“Veronica Panarello mi ha fatto tanto male”. Solo ora la mamma di Denise Pipitone ha il coraggio di rivelarlo. Ecco il dettaglio inquietante che lega la scomparsa della bimba con l’omicidio del piccolo Loris


 

Il giallo di Denise Pipitone si intreccia con quello di Loris Stival. Quando della ragazzina si erano perse le tracce da appena dieci giorni – era il settembre del 2004 – Piera Maggio, tra le tante, ricevette anche una segnalazione telefonica da una giovanissima Veronica Panarello che, con un racconto dettagliato e ricco di particolari, le rivelò di avere visto la piccola in compagnia di due uomini nel suo paese, Santa Croce Camerina, noto per il terribile fatto di cronaca che vede coinvolta la 27enne, oggi indagata con l’accusa di avere ucciso il figlio di 8 anni, Loris Stival. E sola ora emerge l’inquietante intreccio.

 

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Come emerge dalle carte della Procura, all’età di 16 anni, e precisamente nel mese di settembre 2004, Veronica Panarello allertò “le forze dell’ordine dell’intera nazione ed in particolare delle province di Ragusa e Trapani, asserendo di aver visto, in circostanze che ebbe a descrivere dettagliatamente, talvolta con estrema lucidità e precisione, talvolta con altrettanta approssimazione, la presenza della piccola Denise Pipitone”, scomparsa a Mazara del Vallo.

 

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Del particolare ha parlato anche la mamma della ragazzina, Piera Maggio, su Facebook: “Nei giorni successivi al sequestro di Denise, vivevo giorni concitati pieni di disperazione dove non vivevo né la notte né il giorno, ogni singola telefonata era la mia forte speranza che era quella giusta, attendevo la segnalazione perfetta, che mi facesse riabbracciare la mia piccola, erano giorni frenetici. Tra le centinaia di telefonate sulla mia utenza telefonica, ne ricevetti una particolare che mi fece sperare tantissimo, dall’altro capo del telefono c’era una giovane Veronica Panarello, allora 15enne”. E ancora: “Mi raccontò di aver visto Denise, di averla riconosciuta e toccata, si trovava in compagnia di due uomini su una macchina, la bambina piangeva disperata e chiedeva della sua mamma, aggiungendo particolari minuziosi ma che mi hanno portato in quei momenti a pensare che fosse veramente mia figlia, tanto che quella telefonata a distanza di tempo era nel mio pensiero, peccato che tutto fosse solo una storia inventata. Gli inquirenti all’epoca fecero le verifiche del caso ascoltando la Veronica Panarello, il tutto si rivelò una bufala, architettata dalla stessa Panarello, chissà a quale scopo” ha aggiunto.

Un atteggiamento che ha ferito profondamente la mamma di Denise, già disperata per quella scomparsa. “Questo suo gesto mi ha fatto tanto male. Se una persona si comporta in questo modo, creando allarmismo e false speranze in un modo tanto crudele, giocando con i sentimenti di una madre sofferente, penso – si è sfogata – che non sia un agire dettato da persona normale, probabilmente aveva bisogno di aiuto già allora”. Piera Maggio ha ipotizzato che la donna già allora volesse “attirare a sé l’attenzione”. “Non è un comportamento logico prendersi gioco di una madre disperata” ha concluso. In un’intercettazione, che risale al 3 Dicembre 2014, contenuta nelle 267 pagine depositate dalla Procura di Ragusa, Antonella Panarello chiama la madre Carmela Aguzza chiedendole se ricordasse “quella volta in cui Veronica ha inventato di aver visto Denise Pipitone”.

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