“Spacciavano nei locali del centro, 21 arresti”: trema la “Roma bene. Le indagini nel mondo di salotti e locali vip. In manette anche lei, nome non certo sconosciuto. Tutti gli sviluppi


 

Controllavano il mercato della droga nei salotti della cosiddetta Roma Bene, in una zona che va dai Parioli ai locali notturni di via Veneto. Per questo sono finite in manette 21 persone, accusate di di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina e all’estorsione. Non mancano anche nomi importanti tra quelli coinvolti nella vicenda: tra gli arrestati c’è infatti anche Gaia Mogherini, nipote dell’alto rappresentante Ue per gli Affari Esteri, Federica. La ragazza, 28 anni, era già stata arrestata nel 2016 dopo essere finita al centro di una vicenda simile. Nell’ordinanza che dispone gli arresti domiciliari per Gaia Mogherini il gip la descrive come “pregiudicata e nullafacente”. L’inchiesta dei carabinieri del comando provinciale, coordinata dalla Dda di Roma, è partita dopo una segnalazione sull’attività di spaccio di droga in alcuni locali della capitale: il “Jackie O'”, il “Notorius” e il “Momo”. Nel corso delle indagini guidate dal procuratore aggiunto Michele Prestipino è stato poi accertato il coinvolgimento di diversi personaggi che spacciavano cocaina nelle zone più ricche della città. (Continua a leggere dopo la foto)



In un caso addirittura l’attività di spaccio avveniva all’interno del centro sportivo della caserma dei carabinieri di Tor di Quinto, dove uno degli indagati stava giocando a calcetto. Al termine degli accertamenti sono state sequestrate anche diverse armi che venivano utilizzate dagli indagati per incutere timore durante le estorsioni. L’indagine partita dai locali di via Veneto si è poi allargata a tutta la capitale: da San Giovanni all’Anagnina, da Montespaccato alla Rustica, fino alla Casilina, nel quadrante sud di Roma, dove è stata individuata la base vera e propria dell’organizzazione criminale che operava sul territorio da diversi anni. A caratterizzare il gruppo, l’altissima qualità della droga che veniva messa in circolazione e che era per questo molto richiesta. (Continua a leggere dopo le foto)



 

 

Questo particolare ha fatto ritenere fin da subito, come spiegato successivamente anche dall’Arma, che la droga in questione provenisse dall’estero. La conferma è arrivata dopo l’arresto di un pregiudicato che ha confermato con le sue parole la tesi degli investigatori.  Il ruolo di Gaia Mogherini nell’inchiesta è emerso soprattutto grazie alle intercettazioni telefoniche. Ad aprile del 2016 un cliente chiamava la Mogherini e le chiedeva la cocaina. La ragazza rispondeva: “Stiamo venendo” confermando quanto detto, sempre allo stesso uomo, poco prima dal suo compagno, Roberto Nicoletti. Dopo l’incontro il cliente scriveva a Nicoletti: “Sono stato bene oggi” e il compagno di Gaia Mogherini rispondeva subito dopo “Con me starai sempre bene”. 21 le persone coinvolte, ora in carcere o i domiciliari.

“Ecco cosa mi ha portato alla cocaina”. Lapo Elkann a cuore aperto. Racconta il momento più buio della sua vita. “Mi sono fatto male e ho fatto male”. A quarant’anni è pronto per ricominciare e svela quale sia il suo più grande desidero. Davvero un bel cambiamento