“Si è svegliata. Ecco che le succederà adesso”. Strage di Latina, le condizioni della moglie del carabiniere che ha ucciso le loro figlie. Lo strazio continua, il momento più difficile per lei


 

Tre proiettili sparati con tutto l’odio di cui una persona è capace. Uno alla spalla, uno alla gamba, uno in pieno volto che le ha devastato la mandibola. Nella sua stanza dell’ospedale San Camillo Antonietta Gargiulo ancora non sa cosa è successo alla sue figlie, strappate alla vita dalla ferocia del marito. Sono passati giorni da quei momenti terribili e adesso arriva una buona notizia. Antonietta si è svegliata.Risponde agli stimoli uditivi ma l’imbragatura al volto dovuta all’intervento con cui i medici le hanno ricostruito la mandibola non le permettono di parlare. Con cautela, si sta tentando, con supporto degli psicologi e dei familiari, di riportare la donna alla realtà ma prima è necessario sapere cosa lei ricordi dell’accaduto. Una procedura lenta e dolorosa; difficile da prevedere il tempo necessario per portarla a compimento.
Un massacro che Luigi Capasso, aveva programmato. A testimoniarlo, a quanto si apprende, alcune lettere e assegni che gli sono stati trovati indosso indirizzate ai fratelli e ai genitori e scritti di suo pugno. (Continua dopo la foto)



Dove spiegava il perché della sua decisione di sterminare la famiglia e dove dava indicazioni precise su come ripartire l’eredità, i risparmi, la casa coniugale e persino come pagare i funerali. E aumentano i brividi per quella frase: “Non vi farò mai male”, pronunciata nel corso di una telefonata, da risalente a pochi mesi prima della strage. L’uomo aveva chiamato la moglie, Antonietta Gargiulo, pregandola di farlo parlare con la figlia più grande, Alessia, di 13 anni. La donna prima chiarisce: “Se lo devono sentire loro”. Poi gli passa la ragazzina. Capasso chiede alla figlia se vuole uscire con lui ma Alessia prende tempo, sembra avere paura. Allora lui la rassicura: “Non ti preoccupare a papà, non ti faccio niente”. (Continua dopo le foto)


 

Lei risponde: “Lo so che tu non mi faresti mai del male”. Non fa in tempo a finire di parlare che lui giura: “No, mai mai”. Poi l’uomo torna a insistere per convincerla a incontrarlo: “Se mai proviamo a stare insieme, mai sappiamo se stiamo bene o no”. La 13enne sembra in difficoltà. “Però da soli no”, dice. Il padre allora estende l’invito anche alla moglie e all’altra figlia più piccola, Martina, 8 anni. “Ci tengo a voi”, assicura. Ma Alessia preferisce chiudere la conversazione e, rispondendo alla richiesta del papà, dice: “Ti faccio sapere dopo”. Il resto è cronaca.
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