Strage famigliare a Latina. L’incubo delle figlie: “Cosa dicevano Martina e Alessia”. E mamma Antonietta lotta in ospedale: le sue condizioni


 

Ha preso in ostaggio la moglie e le figlie barricandosi in casa, poi le ha uccise e si è tolto la vita. Luigi Capasso, 44 anni, carabiniere originario di Napoli che si era trasferito nel basso Lazio con la sua famiglia. Sposato con Antonella Gargiulo aveva avuto dalla donna due figlie di 8 e 13 anni. Il loro matrimonio però era entrato in crisi e la donna aveva deciso di lasciarlo, Luigi però non ha accettato la decisione così si è barricato nella casa in cui viveva la ex con le loro bambine e dopo ha ucciso le piccole, ridotto in fin di vita la donna e si è suicidato. “Sembrava tranquillo, come sempre – raccontano i colleghi carabinieri -. E non era nemmeno una cosa strana che uscisse a quell’ora, così presto. Lo faceva ogni tanto. Partiva per andare a trovare i parenti in Campania”. Ma l’appuntato napoletano suicida ieri pomeriggio a Cisterna di Latina aveva probabilmente già in mente quello che avrebbe fatto di lì a poco: uccidere la moglie Antonietta che lo aveva lasciato – secondo il suo avvocato – dopo mesi di maltrattamenti che avevano portato anche a due esposti alla polizia (un altro invece lo aveva presentato lui). E togliere poi la vita anche alle figlie Alessia e Martina, 13 e 7 anni. Le stesse figlie che negli ultimi mesi non volevano più saperne più di lui. “Avevo incontrato le bambine qualche tempo fa ed erano terrorizzate dal padre”. (Continua a leggere dopo la foto)



Ai microfoni dell’Adnkronos Maria Belli, avvocato di Antonia Gargiulo. “La situazione era tesa…”. L’avvocato non ci gira troppo intorno e nel descrivere il legame tra Capasso e la Gargiulo fa capire bene le violenze a cui sono state abituate moglie e figlie prima della carneficina finale. “La situazione si era per così dire aggravata quando a settembre lui ha aggredito la moglie davanti alla Findus, sul luogo di lavoro, tanto che sono dovuti intervenire i colleghi di lei a sua difesa”, racconta l’avvocato Belli. “In precedenza l’aveva aggredita anche a casa davanti alle bambine – prosegue il legale – dopo l’episodio di settembre lei ha deciso di separarsi e lui andò via da casa”. Dopo la separazione si sono susseguiti diversi tentativi di riavvicinamento. Ma si sono rivelati tutti vani. “Capasso si faceva trovare sotto casa, la seguiva, uno stalker insomma – racconta ancora l’avvocato Belli – cercava di incontrarla, ma lei, anche su mio consiglio, ha sempre rifiutato tutti gli incontri”. (Continua a leggere dopo le foto)



 

Le condizioni cliniche di Antonietta Gargiulo restano stazionarie: si trova ricoverata al San Camillo di Roma. È stata raggiunta alla mandibola, alla scapola e all’addome. La donna, un mese fa, era andata in commissariato chiedendo aiuto. Secondo quanto scrive Repubblica, Antonietta aveva dichiarato: “Voglio che mio marito stia lontano da me e dalle nostre figlie sino alla data della prima udienza (per la separazione, ndr) e che la smetta di inviarmi messaggi e telefonarmi in continuazione. Ho ancora paura di mio marito per il suo carattere violento ed aggressivo”. Lui si impegnò a frequentare un percorso genitoriale. Alessia e Martina iniziarono ad andare dagli assistenti sociali. “La bambina più piccola, quando le si chiedeva se voleva vedere il papà – aggiunge l’avvocato – sembrava traumatizzata, non parlava, si limitava a scuotere la testa, facendo cenno di no”. La più grande, più conciliante, i primi tempi aveva mantenuto i rapporti con il padre, poi pian piano se ne era allontanata. Perché, riferisce l’avvocato “diceva che il papà ogni volta che la chiamava chiedeva sempre della mamma, era ossessionato da lei e soprattutto dalla sua gelosia”.

 

“Anche le bambine no!”. Carabiniere barricato in casa, l’epilogo più tragico. Il dramma di Cisterna di Latina: uccide la moglie e tiene in ostaggio le loro figlie. Ore di angoscia, poi quel silenzio e le lacrime di un paese intero