“Vi dico come è morta Pamela”. Il racconto dei sui ultimi istanti di vita. Le parole choc di Innocent Oseghale, il ragazzo nigeriano fermato per la morte di Pamela e detenuto ad Ancona


 

“Pamela è morta per aver assunto eroina”. Lo ha affermato Innocent Oseghale, il nigeriano in carcere per la morte di Pamela Mastropietro. Lo ha ribadito oggi insieme all’avv. Umberto Gramenzi che ha affiancato il collega Simone Matraxia nella sua difesa. In un incontro durato circa due ore nel carcere di Ascoli Piceno dove è detenuto con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e di vilipendio, distruzione e occultamento del cadavere della 18enne romana, il 29enne nigeriano ha raccontato, anche mimandole, le modalità della presunta assunzione di droga da parte della ragazza nell’appartamento in via Spalato a Macerata, fino a quando la giovane è caduta a terra e lui avrebbe cercato invano di rianimarla. C’è riserbo su quanto ha riferito ai suoi difensori sul sezionamento del cadavere, trovato in due trolley a Pollenza. Trolley portati dallo stesso Oseghale con un ‘tassista’. Gli avvocati Matraxia e Gramenzi nomineranno tre periti: un tossicologo, un medico legale e un perito informatico, così come ha fatto la Procura di Macerata. Si infittisce ancora di più quindi il mistero della giovanissima. (Continua dopo la foto)



In queste ore intanto emergono alcuni inquietanti particolari rinvenuti dall’esame autoptico sul corpo della ragazza. Come riporta Il Tempo, “gli esami inducono a ritenere superate le iniziali incertezze sulle cause della morte (omicidio o overdose), facendo propendere recisamente – spiega il gip – per l’ipotesi omicidiaria”. L’esame, effettuato da dottor Cingolani su nomina della Procura, avrebbe infatti evidenziato un ammanco di pelle dal collo: probabilmente, è l’ipotesi degli investigatori, per nascondere i segni di uno strangolamento. Ipotesi avvalorata tra l’altro da un altro particolare: la lingua trovata “pinzata tra i denti” di Pamela, che sosterrebbe la possibilità di “una sofferta asfissia per soffocamento”. (Continua dopo le foto)



 

Si tratterebbe comunque di asportazioni effettuate post mortem. Nel determinare il decesso, scrive Il Tempo, avrebbero avuto un ruolo determinante le coltellate inferte “quando la giovane era ancora a cuore battente”. C’è però un altro dettaglio raccapricciante che sarebbe emerso dall’autopsia. Mancano anche “ampi tratti di cute in zona vaginale e anale”. Anche in questo caso, riporta Il Tempo, si ipotizza un tentativo di dissimulazione: gli aguzzini di Pamela avrebbero cercato di “celare un pregresso atto sessuale, cui si riconduce anche il rinvenimento di tracce di saliva su un capezzolo”.

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