‘’Non era solo’’. Omicidio Jessica Faoro, spunta una testimonianza choc: smontata la ricostruzione dei fatti dell’assassino Alessandro Garlaschi


 

L’omicidio di Jessica Valentina Faoro, la 19enne uccisa a Milano ad inizio febbraio con 40 coltellate, ha sconvolto l’opinione pubblica. L’uomo, un tranviere dell’Atm, è stato arrestato poco dopo il delitto ed è stato lui stesso a chiamare il 118. La telefonata, che è stata fatta ascoltare durante una puntata di Quarto Grado, mostra il freddo comportamento dell’uomo: ”Sono Alessandro Garlaschi, sono in via Francesco Brioschi 93, ho bisogno di un’ambulanza, di un’automedica e della polizia”, esordisce Garlaschi che prosegue, ”C’è stata una lite tra di noi, mi ha colpito con un coltello a entrambe le mani, io sono riuscito a prendere il coltello e l’ho colpita allo stomaco, infatti è uscito un pezzo di organo”. “L’ha colpita allo stomaco?”, scandisce l’operatice. “Sì, infatti è uscito un pezzo di organo”, conferma Garlaschi. E ancora, rispondendo alle domande della centralinista: “Sì, la ragazza ora è a terra: ho cercato di pulire, ho cercato di metterla coperta dentro a delle borse, a dei teli, perché non volevo vederla. Lei subito mi ha guardato e mi ha detto ‘Non posso respirare più’, e subito dopo… Niente”. “Quanti anni ha la ragazza?”, le chiede poi l’operatrice. “19”, “E lei?”, “39”. Sul posto arriva il 118 ma per Jessica è troppo tardi. Garlaschi, invece, verrà portato via dalle autorità. (Continua a leggere dopo la foto)



L’uomo non era solo in casa. Lo rivela il settimanale Giallo che riporta in esclusiva la testimonianza di una vicina di casa della suocera di Garlaschi. Con lui, se tale versione fosse confermata, c’era anche la moglie, Veronica, finora ritenuta completamente estranea alla vicenda. Quella notte, ha sempre detto Garlaschi agli investigatori, era solo in casa perché la moglie si trovava a casa della madre di lei a Novegro. Ma ora una vicina di casa della suocera di Garlaschi, afferma di aver visto Veronica arrivare a casa della madre solo la mattina seguente. ”Quando ancora non era stata diffusa la notizia della morte di Jessica – ha detto al settimanale Giallo – ho visto arrivare la signora mentre andavo al lavoro”. E spiega che la sera prima era salita dalla madre per chiedere un antidolorifico per il mal di testa. ”Era sola in casa, non c’era nessuno, non c’era la figlia”. Una posizione sospetta quella della donna, che potrebbe rivelarsi fondamentale per stabilire con precisione le dinamiche dei fatti che hanno portato alla morte di Jessica Valentina Faoro. (Continua a leggere dopo le foto)



 

Una settimana prima di essere uccisa, Jessica Faoro aveva chiamato i carabinieri perché Garlaschi l’aveva molestata nel sonno. Gli agenti, una volta arrivati, l’avevano trovata per strada. Faoro aveva detto che Garlaschi aveva un rapporto strano e ambiguo con la sorella (che in realtà, infatti, era sua moglie), aveva spiegato che doveva tornare in casa a prendere gli zaini e il cane e che non voleva più restare lì. I carabinieri erano saliti con lei senza trovare niente che li allarmasse. Lei aveva rifiutato di denunciare Garlaschi. Faoro aveva la febbre e quella stessa notte era andata al Pronto Soccorso dell’ospedale San Paolo, dove le avevano detto che non sarebbe potuta restare con il cane. Da quel momento in poi non è ancora chiaro che cosa sia successo: soprattutto quando e perché Jessica fosse tornata a casa di Garlaschi, dove è morta dopo sette giorni.

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